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PASSIONE VERTICAL JIGGING |
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Scritto da ALFIO
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sabato 19 aprile 2008 |
PASSIONE VERTICAL JIGGING Vertical jigging : (metal jig) armate con ancorette in coda o assist hook in testa ; varianti: light jigging (jgging leggero su basse profondità) deep jigging (jigging fatto su alti fondali ) Questa e' una tecnica di pesca basata sul recupero in verticale a strattoni di esche artificiali metalliche.Shimano, Gyro Jig Rivoluzionario jig "rotante". Williamson propone un'esca con caratteristiche e potenzialità senza precedenti. Incredibile distanza di lancio ed un'azione unica "Wounded Minnow" sono il suo punto di forza. Quest'esca può essere recuperata costantemente, sottoposta a potenti Jerk, trainata o semplicemente "pompata" e sarà sempre efficace... con tutti i pesci del pianeta.- Una girella a sfera è inserita nel corpo dell'esca per evitare torsioni al filo.- La sagoma asimmetrica garantisce una risalita angolata e discontinua, attraverso la colonna d'acqua- Può essere recuperata in modalità costante, ma effettuando Jerk sostenuti si ottiene l'effetto "Wounded bait" pesce ferito. - La finitura olografica fa di questa serie la miglior scelta per insidiare i predatori Metal Jig: esche dalla caratteristica forma idrodinamica quasi sempre da peso specifico elevato e , riproduce vagamente il corpo di un pesce essi appartengono alla vasta categoria dei jigs; varianti short, long, con varie distribuzioni di peso: in testa, in coda, al centro, alle estremità. Kabura jig: come da figura, si presenta una esca di forma tonda alla quale sono attaccati due assist hokk e delle striscie (gonnelline) di materiale plastico. Esche create per la cattura di pesci grufolatori, tipo i saraghi fraolini ecc. questo artificiale si è rivelato catturante anche per i dentici , esso va fatto saltellare sul fondo con piccoli strattoni ed ogni tanto recuperato di qualche metro dal fondo per poi farlo ricadere , Kabura jig Assist hook:composto da un corto bracciolo di grosso diametro di trecciato in kevlar o altre fibre resistenti all’abrasione, da una parte c'e' l’amo e dall'altra c’e’ oun cappio o un anello saldato(solid ring) per congiungerlo al jig , l’amo si monta in testa al jig, ad un terzo della sua lunghezza e si lascia libero di muoversi durante il recupero. Solid ring: anellino di acciaio chiuso che si usa per congiungere i jig o gli assist al terminale Split ring: è un anellino spaccato (tipo portachiavi) e congiunge tra loro assist e jig Jerking: movimento verticale, che si da alla canna per imprimere al jig il movimento desiderato (tipo strattoni molto decisi).Short jerking: si coordina il movimento della canna con quello del recupero, caratterizzato da brevi strattoni coordinati per giro di manovella; la frequenza e la velocità determina l’ulteriore classificazione in slow, moderate, speed ed extraspeed, tecnica più adatta a ricciole Long jerking: movimento verticale della canna, con sollevamento della canna e richiamo della lenza in discesa; costituita da una azione simile ad una ferrata, più o meno rapida, che durante il successivo abbassamento comporta il recupero del filo con più o meno tre giri di manovella, tecnica più adatta ai pelagici. Jerking Underarm: la migliore impostazione per il controllo del jig derivante dalla scuola giapponese, il Jerking si esegue col manico della canna sotto l’ascella ; si contrappone alla tecnica con canna in pancera, più adatta in generale al long jerking e sicuramente molto meno affaticante. Brasil Jerking:di stile brasiliano , il movimento del jig viene fatto saltellare sul fondo per 10/15 metri, con delle partenze improvvise e poi lo si riaffonda.
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Le vostre catture |
SAVY E LA SUA LECCIA AMIA A SPINNINGCiao amici vi posto un breve racconto della cattura della mia prima leccia amia.
Oggi pomeriggio intorno alle 18.00 sono andato con mio padre a fare due lanci a spinning, nel golfo di Lamezia, io ero con la mia Speed Master, (dalla quale non mi separo mai).
Dopo quasi un’oretta di lanci, vidi un attacco a vuoto sul popper di mio padre, il quale mi fece cenno con un braccio di lanciare in quella direzione. Recuperai, in tutta fretta la mia miss carna e lanciai proprio dove avevo visto quell’attacco a vuoto.
Ad un tratto vidi una sagoma che inseguiva il mio artificiale e dopo un attimo la mia canna si piegò, ferrai con forza e incominciai il combattimento, non vi dico come “gracchiava” il mio mulinello. Dopo un paio di minuti (a detta di mio padre a me invece è sembrato un’eternità), la mia preda, “esausta” si è arenata sulla riva accanto ai miei piedi.
A questo punto, dovrei descrivere la mia gioia ma a parole non è possibile spiegare quello che ho provato!
Abbiamo continuato a lanciare per un’altra oretta ma io non vedevo l’ora di tornare a casa per mostrare a mamma la mia "prima leccia amia". |
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