Un progetto per la realizzazione di un porto turistico nella zona di Santa Maria di Ricadi, una delle mete preferite dai turisti per la bellezza delle sue coste e del suo mare, ha messo in allarme i frequentatori della rinomata località e le Associazioni Ambientaliste Italia Nostra e WWF. Secondo le informazioni raccolte, il progetto per un approdo turistico interesserebbe lo splendido tratto di costa rocciosa noto come “Grotta dell’eremita”, ricca di scogli e insenature e popolata da una variegata fauna sottomarina. Nel corso di un sopralluogo svoltosi nei giorni scorsi, rappresentanti regionali delle due associazioni hanno condiviso pienamente la preoccupazione di quanti paventano un deturpamento irreversibile della zona, con ricadute negative sul turismo del comprensorio.
“Ci auguriamo - sostengono Italia Nostra e WWF - che gli amministratori respingano questo scellerato progetto, che suonerebbe come un vero oltraggio alla natura e al buon senso. Facciamo appello alla sensibilità e all’intelligenza di chi governa quel territorio per conto dei cittadini affinché si eviti questo ulteriore scempio proprio nella zona simbolo di quella Calabria in parte sopravvissuta al massacro delle coste ad opera del cemento".
L’area di Capo Vaticano rimane nell’immaginario collettivo come uno degli ultimi lembi della Calabria bella e selvaggia che ancora riesce ad attirare turisti e visitatori alla ricerca di un angolo di paradiso, piuttosto che di un anonimo e volgare molo di attracco. E dovrebbe essere altrettanto evidente che le prospettive turistiche di quella zona, chiamata, non si sa ancora fino a quando, “Costa degli Dei”, si basano sul mantenimento della bellezza della natura, di quelle coste e di quel mare, non sulla realizzazione dell’ennesimo porticciolo inutile, inquinante e deturpante, che arrecherà solo danni all’ambiente e all’economia.
L'opera aggiungerà altri problemi, come quello dell’erosione costiera, degli enormi sbancamenti, del traffico, dell’inquinamento da idrocarburi o acustico, a quelli connessi alla depurazione delle acque o all’invasione di spazzatura, come si è verificato negli ultimi tempi. Il progetto non promette nulla di buono per il futuro di un territorio che invece dovrebbe puntare tutto sulla tutela dell’ambiente e la valorizzazione dei valori naturalistici.
WWF, Italia Nostra e comitati spontanei di cittadini lanciano un accorato appello a tutte le forze politiche, sociali e culturali della Provincia di Vibo e della Calabria affinché si mobilitino a tutti i livelli per evitare a Capo Vaticano l’ennesimo, imperdonabile misfatto ai danni di un ambiente fin troppo massacrato. Capo Vaticano è un patrimonio di tutti, un capolavoro della Natura da conservare come un’opera d’arte. "Dire di volerlo valorizzare con un porto è come voler valorizzare la Pietà di Michelangelo con una picconata" conclude il Segretario del WWF Calabria, Giuseppe Paolillo.
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