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Pesca Acque Interne
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venerdì 09 maggio 2008 |
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PESCARE LA CHEPPIA Aiosa fallax nilotica Cheppia
Ordine Clupeiformi Famiglia Clupeidi Lunghezza massima oltre 50 cm Ambiente foci Tecniche di pesca spinning, pesca con la mosca. La cheppia è specie anadroma: vive nel mare e risale i fiumi per riprodursi. Il corpo slanciato e dalla forma idrodinamica ne fa un'abile nuotatrice anche nelle correnti veloci e profonde. La testa è forte e massiccia, con un'ampia bocca munita di piccoli denti e con una netta intaccatura sulla mascella superiore. Gli occhi, di dimensioni inferiori alla media, hanno la palpebra adiposa. Possiede una pinna dorsale con 18-20 raggi, mentre l'anale ne ha 20-24 e la ventrale 9. Nettamente incisa e appuntita è la caudale, di medio sviluppo. Tipici della cheppia sono gli opercoli branchiali, dotati di 20-24 lunghe branchiospine. Il dorso è di colore verde-azzurrino, i fianchi e il ventre sono argentei. Lungo i fianchi sono disposte macchie nerastre in numero variabile da 6 a 8; la prima, più grande e rimarcata, è posta dietro l'apertura branchiale. Riproduzione e dimensioni Giunta in acque dolci, tra aprile e giugno, la cheppia depone dalle 100 000 alle 200 000 uova di 2 millimetri di diametro che si schiudono dopo 4-8 giorni. In autunno i nuovi nati compiono la migrazione verso il mare, e qui vivono stabilmente fino al raggiungimento della maturità sessuale. La cheppia può raggiungere il chilogrammo di peso per una lunghezza superiore ai 50 centimetri. Habitat e alimentazione Generalmente le cheppie vivono in mare aperto, ma all'inizio della primavera, in fittissimi banchi, risalgono le foci dei fiumi per lunghissimi tratti. In questa frenetica marcia attaccano qualsiasi forma vivente che si frapponga alla loro risalita. In mare questi clupeidi si alimentano soprattutto di piccoli crostacei, avannotti e vermi marini, mentre sembra che in acque dolci non si nutrano affatto. COME SI PESCA - PESCA A SPINNING Durante la ris alita primaverile delle cheppie è facile osservare i bordi di molti corsi d'acqua popolarsi di pescatori a spinning, pronti ad affrontare con esche artificiali queste prede combattive. In tali circostanze, intercettando con ripetuti lanci la zona buona, le catture possono essere veramente numerose. L'attrezzatura è costituita da una canna da spinning piuttosto potente e di lunghezza compresa fra i 2,50 e i 3 metri, a cui si deve abbinare un mulinello robusto con recupero veloce e bobina capace di contenere un monofilo dello 0,25-0,30. Come artificiali vanno bene i cucchiaini ondulanti molto brillanti che costituiscono un richiamo eccezionale per questo aggressivo clupeide. Si preferiscono generalmente i modelli leggeri e, in fase di lancio, per integrare il peso si usano piombi di 5-10 grammi disposti a circa mezzo metro dall'artificiale. Nell'azione di pesca, se si riescono a individuare in superficie le scie e le evoluzioni delle cheppie, è consigliabile lanciare in mezzo al banco, mentre, se non si individua il gruppo, occorre effettuare una minuziosa ricerca con continui lanci trasversali verso valle, con un recupero variato ma sempre veloce, in modo da ispezionare numerose zone di pesca. PESCA CON LA MOSCA
La pesca alle cheppie viene effettuata durante la risalita per la riproduzione. Si utilizzano canne di 8 o 9 piedi per code 8 o 9. Le code devono essere ad alto grado di affondamento in quanto la pesca si effettua randete al fondo. Gli artificiali utilizzati sono piccoli streamer (amo 6 o 8 ) dai colori chiari e luminosi. Si lancia e si lascia affonDare/derivare il tutto in modo da raggiungere la profondità di stazionamento del branco e si comincia a rEcuperare velocemente a piccoli strappi tenendo la punta della canna in acqua. L'attacco è deciso ed il combattimento divertente, la cheppia è un pesce di notevole potenza.


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venerdì 09 maggio 2008 |
LA TROTA MACROSTIGMA - SALMO TRUTTA MACROSTIGMA

La Trota macrostigma
La trota macrostigma (Salmo trutta macrostigma), uno dei principali pesci predatori dei nostri torrenti e da sempre una delle prede più ambite dei pescatori sportivi. La trota macrostigma (Salmo (trutta) macrostigma) presenta dei caratteri tipici che ne permettono un facile riconoscimento rispetto alla trota fario. La trota macrostigma appartiene all’ordine salmoniformes, famiglia salmonidae, viene classificata come Salmo trutta macrostigma e raggiunge la lunghezza totale di 45-50 cm e il peso di 1,2 -1,5 kg . La macrostigma si caratterizza da macchie preopercolari molto evidenti, presenza di 9-13 macchie “parr”,assenza di macchie nere sul dorso, assenza di macchie rosse orlate di bianco sui fianchi; sono ammesse solo alcune macchie rosso mattone o rosso arancio senza alone preferibilmente verso la coda, limitate macchie nere sui fianchi anche orlate di bianco (da 20 a 60 per lato), una forma del corpo più “tozza” della fario e ventre grigiastro con addome bianco. Il suo corpo è fusiforme, con testa piuttosto grande e tozza; la bocca è in posizione mediana, con la mascella superiore estesa fino al bordo posteriore del grande occhio. Le pinne sono normalmente sviluppate: quelle ventrali hanno origine più arretrata rispetto alla dorsale. La coda è biloba. Il corpo è ricoperto da piccole scaglie e la linea laterale decorre sui fianchi in posizione mediana. Il colore di fondo della regione dorsale è generalmente grigio, bruno o bruno verdastro, i fianchi sono più chiari e la regione ventrale è biancastra. Lungo la regione mediana di ciascun fianco, dall’area post-opercolare al peduncolo caudale, si susseguono 9-13 grandi macchie elissoidali grigie simili alle macchie “parr” dei giovani di molti Salmonidi: mentre in questi ultimi le macchie “parr” scompaiono nell’habitus adulto, nella macrostigma rimangono perennemente. Le macchie anteriori sono talvolta sdoppiate o frammentate, tanto da risultare presenti anche nella metà inferiore del corpo. Nella regione pre-opercolare, dietro l’occhio, è costantemente presente una grande macchia nera, a cui possono accompagnarsi altre più piccole, presenti sull’opercolo. Sui fianchi, la macrostigma presenta una maculazione caratterizzata dalla presenza di 40-45 elementi ben distinti, spesso aureolati, neri e bruno-arancio, con netta preminenza di quelli neri. Le piccole macchie bruno-arancio, generalmente prive di alone, sono disposte prevalentemente a partire dalla metà posteriore del tronco. Le pinne pettorali e ventrali sono di colore bruno-giallo, le pinne anale, caudale e dorsali sono grigie talvolta con sfumature giallastre; sulla pinna dorsale possono essere presenti piccole macchie nere .
La trota macrostigma è considerata una specie prioritaria nell’Allegato II della Direttiva Habitat della Comunità Europea; inoltre è giudicata minacciata di estinzione dal Ministero dell’Ambiente e in “pericolo in modo critico” nella Lista Rossa dei Vertebrati italiani, edita dal WWF.
La trota macrostigma colonizza alcuni corsi d’acqua caratterizzati da una forte presenza di vegetazione acquatica, La specie è attualmente presente in corsi d’acqua di collina o di pianura; spesso si tratta di ambienti che prendono origine da risorgive ai piedi di sistemi montuosi , torrenti su suoli granitici e su terrazzamenti scistosi. Tali ambienti sono generalmente caratterizzati da acqua limpida e moderatamente corrente, temperatura compresa fra i 10 ed i 20°C circa e relativa abbondanza di vegetazione macrofitica. Essendo fortemente euriecia, la trota macrostigma si è adattata a vivere in corsi d’acqua dalle caratteristiche variabili, come quelli di tipo mediterraneo, cioè con lunghezza e portate limitate, soggetti a consistenti magre estive e conseguente innalzamento della temperatura; la si può rinvenire anche in aree prestagnali, soggette a consistenti magre estive e conseguente innalzamento della temperatura .
Durante le stagioni si assiste, ove non vi sono impedimenti come le dighe, ad una migrazione non totale delle popolazioni di macrostigme, verso valle in occasione delle piene e verso monte alle prime secche. Durante l’estate questo salmonide risiede nelle pozze, nei ristagni e forse anche in zone di sub-alveo e riesce a resistere anche a temperature solitamente insolite per i salmonidi .
La dieta è composta principalmente da larve e adulti di insetti, sia acquatici che epigei e in minor misura da elementi vegetali e piccoli latterini, molluschi e aracnidi. Per quanto riguarda la riproduzione, il periodo dovrebbe estendersi tra dicembre e febbraio/primi di marzo. Le aree di frega si localizzano sulla parte superiore dei corpi idrici, in bassi fondali ghiaiosi liberi da vegetazione subacquea. Mancano tuttavia le informazioni precise sul comportamento riproduttivo, sugli indici di fecondità e sullo sviluppo embrionale.
Un altro carattere estremamente importante riguarda la biologia riproduttiva di questa specie ed in particolare il periodo di deposizione delle uova che ritarda rispetto alla trota fario.
I punti essenziali per il riconoscimento della macrostigma sono i seguenti:

• Forma del corpo tozza • Presenza netta della macchia preopercolare • Presenza di macchie “parr” • Punteggiatura corporea non fitta con maggioranza di punti neri rispetto ai rossi scuro che solitamente sono presenti sulla metà posteriore • Pinna caudale con lobi affilati |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 09 maggio 2008 )
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martedì 06 maggio 2008 |
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PESCA AL PERSICO SOLE Lepomis gibbosus Persico sole Ordine PerciformiFamiglia Centrarchidi Lunghezza massima 20 cm Ambiente acque ferme o a corso lento Tecniche di pesca canna fissa Specie ittica di origine americana, introdotta in Italia agli inizi del '900, il persico sole è un pesce molto appariscente che presenta corpo notevolmente compresso lateralmente, dorso convesso con peduncolo caudale molto ristretto. La bocca, piccola e leggermente obliqua verso l'alto, è fornita di labbra dure e di minutissimi denti sulle arcate mascellari e sul palato. La pinna dorsale è allungata con raggi spiniformi nella parte anteriore, mentre quella posteriore è più alta e sostenuta da raggi molli. Le pinne pettorali e ventrali sono quasi alla stessa altezza e la pinna anale, di forma arrotondata, presenta i primi raggi spiniformi. La livrea del persico sole è molto bella, con corpo color bruno-olivastro disegnato da striature scure con riflessi aranciati e violacei e macchie azzurrine ai lati del capo. Una macchia nera, bordata di rosso, presso l'opercolo branchiale, arricchisce le caratteristiche policrome di questo centrarchide. Riproduzione e dimensioni II persico sole si riproduce generalmente fra aprile e giugno in acque a temperatura ottimale di circa 20 °C. Il maschio, scavando con la coda nella sabbia, predispone la costruzione di un nido dove la femmina depone da 500 a 5000 uova a seconda della taglia. Il maschio, in questo periodo, diventa molto aggressivo e sorveglia il nido fino al momento in cui i piccoli nati si allontanano. Nelle nostre acque il persico sole raggiunge raramente i 20 centimetri di lunghezza e i 200 grammi di peso. Habitat e alimentazione Vive in acque sia ferme sia moderatamente correnti, dove non effettua lunghi spostamenti, limitandosi a stazionare cambiando continuamente le postazioni di caccia, ora adagiato sul fondale ora a mezz'acqua, spesso in vicinanza della vegetazione riparia. È specie gregaria che si dimostra voracissima nutrendosi di piccoli animali acquatici, insetti, crostacei, minuscoli pesci e uova di diverse specie ittiche. COME SI PESCA - PESCA A CANNA FISSA Per la notevole voracità con cui si avventa su ogni boccone, il persico sole offre l'opportunità a tutti i principianti di effettuare facili e abbondanti catture, praticando la pesca a canna fissa e utilizzando una numerosa serie di esche naturali. Molto semplice è l'attrezzatura occorrente per questa tecnica, dove l'elemento primario è costituito da una canna fissa lunga da 4 a 6 metri, con lenza di diametro variabile dallo 0,16 allo 0,20, ami semplici a gambo corto dei n. 10-14 e galleggianti di diversa forma a seconda del luogo di pesca; in presenza di canneti sono preferibili le forme sferiche e a pera, mentre nelle zone libere sono convenienti i segnalatori molto affusolati ed equilibrati da una piombatura leggera, formata da alcuni pallini sferici disposti sulla parte bassa della lenza. All'inizio della primavera, quando il persico sole dimora in profondità, si pesca a circa 20-30 centimetri dal fondale o a mezz'acqua. Nelle giornate assolate il persico sole ama salire in superficie per riscaldarsi ai raggi del sole, per cui diventa più conveniente presentare l'esca in prossimità della superficie, effettuando una specie di pesca a vista, in cui bisogna avere una buona prontezza di riflessi per ferrare nell'istante in cui il pesce risucchia velocemente l'esca. Durante il periodo estivo, poi, lo si affronta nel sotto riva nelle zone con ombra o negli spazi liberi fra la vegetazione galleggiante e i bordi della vegetazione riparia, dove si può proporre un invitante bigattino, attendendo l'attacco del pesce segnalato dal galleggiante con continui balzelli in superficie seguiti dal suo rapido affondamento . |
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Ultimo aggiornamento ( martedì 06 maggio 2008 )
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