CALABRIA PESCA ON LINE :: PESCARE IN CALABRIA
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Scritto da ALFIO
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martedì 05 settembre 2006 |
La mormora 
Caratteristiche morfologiche
Corpo alto e compresso, con testa abbastanza grande e bocca che sporge leggermente oltre la mandibola. Dentatura strutturata in più serie. L’occhio è piccolo posto in alto e in posizione piuttosto arretrata. Ha un'unica pinna dorsale. Colorazione grigio-argentea sul dorso, e chiara sui fianchi: su questi ultimi si notano delle “fascie” parallele verticali, solitamente 10/12. Come lunghezza massima, la mormora raggiunge un massimo di circa 45cm. Abitudini
Di solito, la mormora è ermafrodita(come molti altri pesci), nel senso che da giovane è generalmente di sesso maschile, mentre col passare del tempo tende a divenire di sesso femminile. Questo sparide si riproduce nel periodo luglio-agosto, e le uova sono galleggianti. È un pesce carnivoro, ma si nutre anche di alghe ed altro. Nelle nostre acque, è individuabile in fondali di sabbia, a profondità che vanno tra i 20 e i 40m. Nel periodo estivo, di notte, non è raro che si avvicini alla costa anche su bassissimi fondali di uno o due metri.
Metodi di pesca
Per tutta l’estate, la mormora può essere pescata con buone probabilità di successo, dato il suo costante avvicinarsi a terra. È preferibile utilizzare le ore notturne o dell’alba, durante l’alta marea. Sarà bene attendere che l’acqua sia un po’ intorbidita, poichè difficilmente la mormora abbocca in presenza di acque limpide, in special modo durante il giorno. Al contrario, di notte, l’acqua deve essere calda e trasparente, affinché la mormora individui bene il boccone. Da terra, si può adoperare la canna da lancio a fondo, caricando la bobina con 200m circa di filo di nylon 0.35, con al termine un piombo scorrevole di 150g circa. Il “finale” sarà formato da un metro e mezzo di nylon dello 0.30, con unico amo n°8. Una buana esca è ilo cosiddetto Muriddu di sabbia, ma anche la "tremolina" è ottima. Bi sognerà recuperare la lenza col pesce allamato con la maggiore continuità e progressione possibile, senza consentire alla preda alcun momento di <<respiro>>. Dalla barca, la Mormora può essere insidiata con un paio di canne lunghe al massimo un paio di metri, con due mulinelli e 100 metri cadauno di filo di nylon dello 0.30. Per zavorrare, un piombo triangolare sui 40gr. andrà benissimo. Con del nylon super 0.18 si prepareranno i due braccioli final, lunghi rispettivamente 25 e 35cm.
A 200 metri circa dalla riva si caleranno una trentina di metri da ciascuna delle due lenze, innescando con la tremolina o il verme rosso suddetto. Quindi, seguendo la direzione del vento, <<trainare>> lentamente con i remi o col motore a basso regime. Il piombo triangolare, alla fine della lenza, provoca sul fondale il sollevarsi di qualche leggera nuvoletta sabbiosa, che attirerà le mormore, sicure di trovare qualcosa da mangiare. Una volta allamato il pesce, si abbassa la canna ponendo in tensione il filo, e quindi si recupera velocemente. E' il simbolo della pesca da spiaggia mediterranea sia per la distribuzione abbastanza uniforme, sia per la frequenza della sua cattura. Negli ultimi anni, grazie a tecniche misurate, questo sparide è uscito dall'angolino in cui era stato relegato e si è scoperto che è quasi sempre a portata di lancio. Restano alcuni parametri utili alla sua ricerca, rappresentati da quei settori meno turbolenti e da una temperatura dell'acqua non rigida.
Le esche
Le esche principali restano l’arenicola nei periodi miti ed il cannolicchio nei periodi più freddi. Esche più selettive per la taglia sono il verme americano innescato intero ed il bibi di piccole dimensioni. L'uso degli anellidi comporta, in presenza di fastidiosi granchi, il controllo continuo degli inneschi e spesso il rifacimento del bracciolo; in alcune zone, dove la presenza delle grosse mormore è accertata, è fruttuoso l'uso, completo di valve, del cannolicchio novello (con uno spettro d'azione rivolto spesso anche alle orate); ago e filo elastico garantiranno il migliore degli inneschi possibili . I tempi di controllo saranno abbastanza diradati, pertanto non si tratta di un innesco da gara. L’attrezzatura
Per canne e mulinelli dedicati a tecniche ultraleggere potranno andare bene monofili in bobina del diametro compreso tra lo 0,l5 e lo 0,20 o meglio con carichi di rottura tra i 3 ed i 4,5 kg.
Le zavorre ottimali oscilleranno dai pochi grammi a circa 60 grammi e saranno affidate a parastrappi compresi tra lo 0,25 e lo 0,35. Per le tecniche leggere e medio leggere adotteremo monofili in bobina con carichi di rottura compresi i 4 ed i 6 kg, ovvero diametri tra lo 0,20 e lo 0,25. Le zavorre utilizzabili saranno comprese tra i 60 (2 once) ed i 115 (4 once) grammi. Sarà il tipico caso dell'utilizzo delle bass rod. I parastrappi oscilleranno tra i diametri dello 0,35 e lo 0,45.
Per la pratica di tecniche medio pesanti i diametri partiranno dallo 0,25 per arrivare allo 0,30/0,35 specie per l'uso di canne a ripartizione rigide. Per il pendulum cast i parastrappi arriveranno lino allo 0,80 ma un buon 0,70 già garantirà buona sicurezza. Le zavorre quasi mai supereranno i 150 grammi (5 once ed 1/4).
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 04 febbraio 2008 )
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Scritto da ALFIO
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martedì 05 settembre 2006 |
L' Aguglia 
Caratteristiche morfologiche
E’ un pesce dal corpo molto sottile ed allungato, compresso, dalle mascelle(provviste di denti numerosi ad aguzzi) a forma di <<becco>>: da ciò deriva il nome scientifico della famiglia dei belonidi, gia che<< belone>>, in greco, vuol dire appunto<<ago>>. Massima lunghezza sugli 80cm, colore predominante l’argento, con piccole squame caduche. Il peso può raggiungere il chilo.
Abitudini
L’aguglia è un pesce predatore, e vive in branchi sempre in movimento: nel periodo che va da Novembre a Marzo, questi pesci si inabissano in profondità, anche mai troppo lontano dalla costa o dalle secche in mare aperto. Da Aprile-Maggio fino al termine dell’estate si riportano in superficie avvicinandosi alla terra, sempre in continuo movimento, alla ricerca del cibo. Localizzare i branchi di aguglie è abbastanza semplice, poiché i branchi di aguglia si muovono poco sotto il pelo dell’acqua, causando sulla superficie caratteristici ondeggiamenti semicircolari, che risaltano nettamente soprattutto quando il mare è calmo.
Quando, durante la buona stagione, le aguglie tornano ad inabissarsi in profondità, è un segno anomalo, che indica chiaramente perturbazioni atmosferiche: altrimenti, questo pesce resta durante tutta la buona stagione in acque superficiali.
Le aguglie seguono di norma i branchi di sardine e di acciughe<<novelle>>, loro cibo prediletto ed abituale. Il periodo della riproduzione è la primavera: la femmine depongono le uova in zona di mare dove siano presenti alghe o piante acquatiche. Le uova hanno circa tre millimetri di diametro, e sono munite di sottili filamenti che servono ad <<attaccarli>> alla flora sommersa.
Metodi di pesca
Per ciò che riguarda la pesca dell’aguglia con la canna da lancio dalla costa, sarà opportuno tenere bene presente lo stato della marea, che quando è bassa tende ad allontanare le sardine e le acciughe dalla costa, per cui sarà perfettamente inutile insidiare l’aguglia. Al contrario, quando c’è alta marea, l’aguglia è presente, oltre che in mare aperto, nei pressi delle coste rocciose, delle scogliere di porto e dei frangiflutti, cosi che sarà questo il momento più indicato per tentare di catturarla.
Perciò che riguarda il <<tipo>> ideale di canna da adoperare, è opportuno usare quella da lancio, lunga 4-5m, robusta ma non eccessivamente pesante. Potremo così lanciare piuttosto a lunga gittata nella corrente la lenza lasciando poi che quest’ultima venga <<scarrocciata>> poco a poco verso il largo, in modo da aumentare le probabilità di attacchi all’esca da parte del pesce. Serviranno circa un centinaio di metri di filo super, preferibilmente sullo 0.25, per caricare la bobina del mulinello.
Vista la lunghezza dei lanci, è ovvio che occorre una zavorra di pesantezza adeguata per il galleggiante. Solitamente, un consiglio che offro ai pescatori che si apprestano per la prima volta a questo tipo di pesca, di usare dei galleggianti piombati, scorrevoli, da circa 30g, proseguendo sulla montatura con un finale di circa 1.5-2m dello 0.12 ed un amo del 16. Mentre per chi ama la tecnica dello spinning può divertirsi anche con questo <<belonide>> montando su un filo madre dello 0.16-0.18 uno sbirulino trasparente G2, una girella n°10 e lo stesso un terminale di circa 1.5-2m dello 0.12 e un amo del 14.
Una volta allamata, l’aguglia oppone una disperata resistenza, fuoriuscendo a volte anche dall’acqua con guizzi furibondi e con torsioni su se stessa. Una volta stremata e <<vinta>>, la si può recuperare, anche se difficilmente sarà del tutto doma. Se il mare è calmo ( condizioni di pesca ottimali ) si può adottare il <<trucco>> di recuperare un po’ di lenza appena eseguito il lancio, per far inseguire l’esca all’aguglia. Tentativi di questo tipo portano a frequenti successi. Se al contrario il mare è un pò mosso, conviene lasciare derivare il sughero dalla corrente, in attesa che la preda potenziale sferri il suo attacco.
L’esca più indicata per l’aguglia per le scorse montature descritte è il bigattino. Un’ altra possibile esca è costituita da una sottile striscia di pelle alla quale va attaccato un pezzetto di carne di sardina fresca, oppure code di scampi o tremoline. L’aguglia può essere insidiata anche con la traina, utlizzando sempre lenza dello 0.25 trainata a mano o montata su canne molto leggere, con piuma artificiale provvista di amo o con il cucchiaino, in oltre trainando con l’esca giapponese con al termine un pesciolino finto ad una velocità massima non superiore ai 3 nodi. 
COME SI PESCA L'AGUGLIA
BOLOGNESE
Questa tecnica si effettua con una canna da lancio piuttosto robusta e di lunghezza variabile dai 4 ai 5 metri, alla quale va abbinato un mulinello di medie dimensioni in grado di imbobinare almeno 100 metri di nylon dello 0,20-0,25. La costruzione della lenza richiede l'uso di un galleggiante piombato di grammatura compresa tra i 10 e i 40 grammi, che andrà inserito in fondo alla lenza, con finale costituito da 100-150 metri di nylon dello 0,15 (nel disegno in basso). A questo verrà assicurato un amo diritto, cromato, dal n. 10 al n. 14 a seconda delle dimensioni delle aguglie presenti nel luogo di pesca. Utilizzando come esca il filetto di sarda fresco, si proietta la lenza dove si notano segni di "mangianza", per poi recuperarla in modo da animare l'esca e provocare l'interessamento dell'agu-glia. In genere l'abboccata del pesce si avverte chiaramente sul galleggiante, che viene trascinato in senso laterale per poi affondare; è questo il momento di ferrare con prontezza e decisione. 
TRAINA
Un altro metodo di pesca redditizio è quello della traina, che viene effettuata tramite una piuma bianca con un amo molto piccolo su un terminale piuttosto fine. Si può utilizzare una lenza a mano avvolta su un capiente sughero, trainando a una velocità di circa 3-4 nodi e avendo l'avvertenza di concedere filo non appena l'aguglia rimane allarmata all'artificiale.
SPINNING
Quando, tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, l'aguglia si avvicina alle scogliere alte e medio-alte, si può ricorrere alla tecnica dello spinning, utilizzando artificiali piccoli e vivaci, con marcate preferenze verso gli ondulanti con piume aggiunte, purché siano di dimensioni molto ridotte. Occorrerà anteporre piombi e galleggianti piombati per proiettare gli artificiali a buona distanza. La tattica migliore è quella di effettuare lanci oltre il branco delle aguglie, per poi recuperare a scatti. Se le aguglie saranno disposte alla predazione, gli attacchi non si faranno certamente aspettare e le catture si ripeteranno con una certa frequenza. | |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 23 giugno 2007 )
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Pesci e Tecniche »
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Scritto da Administrator
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sabato 02 settembre 2006 |
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera rilasciato con licenza:GNU Free Documentation License. La pesca al cefalo
Si pratica con molte tecniche: pesca a bolognese, pesca all'inglese, pesca con canna fissa, pesca con la corona, pesca a legering e pesca al tocco, quest'ultima tecnica si pratica nei moli con mare calmo, l'azione della canna sarà di punta e il cimino sarà ad innesto di quelli sensibili in punta, magari lavorato a mano.
Il mulinello dovrà essere di piccola grandezza da garantire una rapida ferrata, caricato con filo morbido ed elastico, la misura standard è lo 0,14.
Il terminale sarà del tipo a bandiera, cioè col piombo sotto e i braccioli sollevati dal fondo, la lunghezza e il diametro spesso dipendendono dalla trasparenza dell'acqua, comunque dalla misura della lenza madre (0,14) a scendere fino a 0,10 con lunghezze variabili da 30 cm a 60 cm (più è chiara l'acqua più lunghi saranno i braccioli).
Per amo uno a gambo corto, con curvatura non troppo larga, la misura varia in base all'esca che si usa, ottimo è un 16, anche se misure dal 14/18 sono da tenere in considerazione. Il piombo sarà dai 3g. ai 10g; in una giornata abbastanza calma e senza corrente, sarà necessario usare un piombo leggero in caso le condizioni della corrente e del vento aumentino si aumenta la grammatura del piombo.
Come esca va bene il tonno fresco in piccoli tocchetti, la pastella, il filetto di sarda innescato in piccoli tocchetti e il fiocchetto di pane.
La pasturazione durante la battute di pesca è l'azione che i pescatori compiono per attirare i pesci e fare in modo che rimangano nel luogo dove si svolge l'azione di pesca. Pastura tipo: 2 Kg. di sarde macinate, 2 Kg. di pane messo in ammollo, e poi frullato, 250 gr. pan grattato, 500/1000 gr. di sale fino. Prima di pescare si gettomo in acqua, 4-5 palle grosse quanto delle arance, con intervalli di palle più piccole, quanto una noce. Eventualmente si potrà aggiungere dell'aglio per aromatizzare la pastura.
L'azione di pesca avviene con canna appoggiata sulla banchina, è quando la lenza o il cimino si muove, bisogna essere rapidi nel ferrare, perché il cefalo succhia l'esca, e molte volte la ferrata andrà a vuoto. Un guadino con maglie larghe aiuterà nel recupero del pesce (un guadino con maglie strette ingarbuglierebbe gli ami e il piombo,e oltretutto la maglia stretta farebbe attrito nell'acqua).
Nel recuperare il pesce si lancia un'altra pallina di pastura, il motivo? perché il cefalo allarmato nel difendersi molte volte si slama portandosi dietro tutti gli altri cefali, in questo modo lanciando una pallina di pastura gli altri cefali rimmarrebbero sotto a mangiare la pastura che stiamo lanciando. |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 04 febbraio 2007 )
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Scritto da Web Master
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sabato 12 giugno 2004 |
Potrebbe essere una piovra gigantePotrebbe essere una piovra gigante la creatura trovata sulla costa cilena del sud Pacifico il 23 giugno scorso. La massa informe lunga 12 metri e di 13 tonnellate di peso, localizzata sulla spiaggia, ha lasciato perpless gli scienziati: solo dall'analisi del suo Dna si potrà scoprire se si tratta davvero di un mostro marino o se invece è solo la carcassa di una balena in decomposizione. Elsa Cabrera, direttrice del Centro per la Conservazione dei Cetacei di Santiago, che insieme al suo team ha scoperto, fotografato e preservato i campioni dell'animale per le analisi, ha ricevuto offerte di ricerca da tutto il mondo. |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 02 settembre 2006 )
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