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ORATE E VERI ORATISTI
PASSIONE PESCA - Pesci e Tecniche »
Scritto da ^NANDONE^   
domenica 03 giugno 2007


PESCA ALL' ORATA :: ORATE E VERI ORATISTI

 

Settembre, il mese dell’orata. Come tutti gli anni, le spiagge iniziano a svuotarsi dai rumorosi bagnanti, e la prima mareggiata rimette in moto tutto il palinsesto dello spettacolo del litorale, con pesci attori che vanno ed altri che arrivano numerosi, come le Lampughe, le Lecce, i Serra e tante belle e affamate orate.

pesca in calabria: orata

Lo Sparus auratus di taglia, con esemplari che superano anche i cinque chili di peso, a settembre prende il posto delle oratine di passo da tre etti. cogliendo spessissimo in contro piede i pescatori da beach più impreparati, abituati a pescare con terminal! come lo 0.14 o lo 0.16.

La fine della bella stagione riporta cosi i pesci grossi, che con il frastuono di barche e bagnanti se ne erano andati in zone più tranquille e profonde, salvo fare la loro comparsa nelle ore notturne.

Ci vogliono anni per imparare a pescare bene I' orata.

Poi quando si padroneggia su tutti  gli elementi fondamentali di questa pesca, si puo viaggiare per tutta la costa della Calabria, e trovare a colpo sicuro la posta giusta, riconoscendola dai colori del fondo, dalla conformazione della costa, dalla microfauna presente, dalle condizioni meteomarine che di volta in volta si creano. Questo sesto senso provoca una grave malattia, si chiama oratomania.

L'esigenza irrefrenabile di ricercare il leggendario sparide, ironicamente soprannominato da alcuni "schiaccianoci", dato che con quell'incredibile bocca armata di placche ossee. e in grado di trantumare di tutto.dalle grosse cozze attaccate ai moli e alle catene del porto ai durissimi murici, la localizzazione della posta giusta per I'orata rappresenta il cinquanta per cento del lavoro che si deve fare,  se si vuole entrare in contatto con questo pregiatissimo trofeo.

In gergo, gli esperti le chiamano zone di "bianco e nero". per indicare l'effetto visivo a scacchiera, dovuto alla natura mista del fondale, dove le pietre piatte ricoperte da corte alghette, si alternano a tratti di sabbia pulita, dove si possono incontrare svariali tipi di microfauna.

Ecco il luogo prediletto della nostra orata per reperire il suo cibo preferito. La differenza tra uno specialista ed un pescatore generalista, sta nel fatto che il primo torna sempre con i pesci che intendeva pescare, selezionando l'abboccata ed eliminando l'attacco degli sparidi minori.

Il finto oratista non avra mai la fortuna di provare l'emozione di aver in canna un pesce di oltre tre chili. Esche specifiche, innesti a regola d'arte, ami grandi e robusti e montature super tecniche, come quella a tre ami, insomma il vero killer si distingue sempre per la precisione del colpo da quello che spara nel mucchio! Vediamo allora come aggiustare il tiro, per mirare esclusivamente all'orata. magari quella da registrare negli annali dei nostri migliori risullati.

ESCHE

INNESCO GRANCHIO ORATAII  vero oratista sceglie sempre i bocconi piu selettivi  con un solo colpo ma micidiale: il granchio innescato intero e vivo.

Piu che di una pesca si tratta di una vera e propria disciplina mentale, dato che a differenza della pesca effettuata con le esche molli dove si calano in acqua piu lente, qui tutta l'attenzione e concentrata sul cimino di una canna. I granchi vanno conservati in un vivaio. Indispensabile il doppio fondo per evitare che i murici del porto si attacchino alle zampe delicate di questi fondamentali crostacei da innesco.

LA MONTATURA PER L' ORATA

 

La montatura e abbastanza semplice piombo scorrevole a pera dai venti ai cinquanta grammi, salva nodo. Una robusta girella con moschettone, se si utilizza un terminale ad asola. Il terminale alla genovese e Costituito da uno spezzone di una quarantina di cenlimetri di 0.25-0.30. A seconda della taglia dei pesci presenti su cui vengono montati tre ami alia distanza di un paio di centimetri tra loro occorre fare attenzione a  non strinare il nylon, avendo l'accortezza di bagnare bene il filo prima di stringe re il nodo.

GLI AMI

Gli ami, robusti e a gambo medio, non devono essere troppo grossi, per non uccidere il granchio.

La misura può oscillare dal numero 9 al 6. Gli ami vengono infilati ed incastrati utilizzando la superficie dell'unghia con innesti negli attacchi delle zampette, basta spingere la paIetta dentro la fessura della corazza e l'amo si bloccherà da solo. Se i granchi  sono appena morti o si decide di pescare molto distante, si puo aumentare la zavorra fino a settanta grammi, mentre il granchietto si puo innescare con l'ausilio dell'ago.

Si abbassa la paletta addominale del granchio  con un ago con gancetto finale, si penetra facendolo uscire tra i due occhi. poi si aggancia I'asola e si completa l'operazione di trapassamento. II primo amo restera nascosto dalla paletta ventrale, mentre con gli altri due si copriranno le zone laterali, infilando gli ami sempre all'interno delle fessure dell' attaccatura delle zampe frontali. Il granchio deve essere poi privato delle chele per diminuire I'attrito.

Anche il paguro e una buona esca da orata, ma la sua parte tenera lo espone all attacco di sparidi minori. Ottimo all' alba, quando ancora la fauna del fondo roccioso non è in attività. Quando si pesca con il granchio oceans fare molta attenzione ai movimenti del cimino della canna, deve essere abbastanza potente ma sensibile.

La grossa orata mangia come un pescetto, con tocche lente e poco violcnte. Solo di rado si avverte una partenza veloce, si tratta dei pesci piu spaventati e sospettosi è difficilmente riusciremo ad avere la meglio. Inoltre con il granchio si deve pescare con il filo in leggera tensione, con frizione lenta, tarata sul carico di rottura del terminale, per ferrare al volo. L'orata arriva attacca il granchio sul posto e con due o tre colpi il gioco è finito, quindi occorre sangue freddo e buoni riflessi. Una canna da beach dai quattro ai quattro metri e cinquanta e quello che ci vuole.

ESCHE MOLLI PER L' ORATA

Chi vuole aumentare le chances di catture senza rinunciare alla selettività dell'esca, deve puntare sull'innesco delle esche molli, morbide rispeto al duro granchi morbido rispetto al duro rappresentato dal granchio.

Come abbiamo spiegato, la selettività dell'esca deve essere il principio basilare di ogni buon oratista.

L'Orata ama anche esche molli più invitanti e morbide come il murice ma unche il cannolicchio innescato con mezzo guscio, polpa della cozza, il murice ha un forte potere autopasturante. perche rilascia una scia odorosa molto forte dalle parti molli, dalle zone più mollicce dell'innesco.
Privato dal guscio si innesca dalla polpa piu dura con un amo a uncino, per ottenere un boccone di grande tenuta al lancio, attenzione però, la punta dell'amo a becco d'aquila, deve sempre restare esterna al boccone per aumentare le possibilita di cattura del pesce, che generalmente mangia questo tipo di esche. .

La polpa della cozza e un'esca che si può innescare a salsicciotto. dopo averla fatta asciugare al sole (occhio alle vespe!), rinforzando il tutto con il filo elastico, ma si tratta di un boccone valido solamente per i momenti di forte mangianza, come pure I'innesco della mezza gritta. II cannolicchio innescato solo con una valva, deve essere consolidato sempre con il filo elastico. bibi fresco e un'altra esca molto micidiale . Deve essere inncscato con il sottilissimo ago da bibi evitando di scoppiarlo mentre lo si trapassa.

Il Bibi morto purche resti fresco, può essere  riciclato e utilizzato purchè innescato a calzetta su di un amo con  rinfofzo di il filo elastico. Come avrete potuto constatare aghi ed il filo elastico sono i vostri validi alleati nella pesca dell' Orata. Utili per non rovinare le esche, mimetizzare meglio l'amo, e per compattare i bocconi durante il lancio, e far si che durino un pochino in più, nella dentatura del nostro potentissimo sparide.


Ultimo aggiornamento ( martedì 19 febbraio 2008 )
 
COME PESCARE LA RAZZA
PASSIONE PESCA - Pesci e Tecniche »
Scritto da ^NANDONE^   
domenica 03 giugno 2007

 

 
PESCA ALLA RAZZA

 

Pesca alla Razza in Calabria

 


ORDINE: RAIFORMI
FAMIGLIA:RAIDI
GENERE: RAJA
RAJA RADULA (Razza scuffina)

 


 

Caratteristiche morfologiche

Sono 16 le razze presenti nel Mediterraneo ed esattamente: la razza quattrocchi (raja miraletus), la razza stellata (raja asterias), la razza chiodata (raja clavata), la razza scuffina (raja radula), la razza bianca (raja alba), la razza bavosa (raja batis), la razza monaca (raja oxyrhynchus), la razza maculata (raja montagna), la razza cuculo (raja naevus), la razza rotonda (raja circularis), la razza polistimma (raja polystigma), la razza maltese (raja melitensis), la razza a coda corta (raja brachyura), la razza ondulata (raja undulata), la razza istrice (raja rondeleti) e la razza spinosa (raja fullonica).
Esamineremo in questa scheda la razza scuffina, una specie molto comune lungo le coste Calabresi e tirreniche e piuttosto rara nel resto dei mari d'ltalia.
La sua forma è quella di un ampio disco con i margini anteriori convessi o appena sinuosi, muso ottuso e rostro quasi inesistente; la sua superficie dorsale e il margine della coda sono ricoperti da piccole spine appuntite con la punta ricurva.
La bocca è abbastanza grande (più grande nelle femmine... sarà un caso?) e possiede numerose file di denti verticali in ambedue le mascelle. La colorazione del lato dorsale può variare da individuo a individuo ma è generalmente sul bruno giallastro tendente al marroncino con numerose macchie nere e fasce scure. Spiccano due grossi punti circolari neri bordati di giallo e altre macchie biancastre sull'intera superficie del dorso. La superficie ventrale è totalmente bianca meno che sugli orli del disco che sono bordati di grigio e all'apice della coda dove si notano alcune macchie brunastre. Le sue dimensioni medie variano dai 40 ai 50 centimetri di lunghezza. Si nutre di pesci, crostacei, molluschi ed altri animali bentonici.

Costumi e curiosità

Vive su fondali sabbiosi e fangosi fino a circa un centinaio di metri, Al sopraggiungere della bella
stagione si avvicina alla costa a tal punto da poter essere annoverata tra le catture del surfcasting.

Commestibilità

Le sue carni, come gran parte di quelle di tutti gli altri raidi, non sono molto apprezzate, ma, comunque, commestibili.

TECNICHE DI PESCA ALLA RAZZA

Bolentino sottocosta

E' una cattura molto rara del bolentino sottocosta e di quello di medio e alto fondale. Data la sua lentezza nel muoversi è più probabile effettuare una cattura del genere con la barca ancorata su fondali detritici. Le esche gradite a questo pesce sono molluschi, pesci e crostacei. Non esistono tecniche o finali specifici per questi pesci, considerata la loro rarita; in ogni caso è preferibile usare terminali con un lungo bracciolo (almeno mezzo metro) posto al di sotto del piombo.

Surfcasting alla Razza

E' una cattura occasionale del surfcasting, soprattutto in corrispondenza di spiagge molto lunghe; può, infatti, abboccare alle lenze innescate con anellidi o altre esche classiche del surf. Il long arm è la lenza che può favorire una cattura del genere.

Palamiti

Può abboccare anche ai palamiti di fondo se questi ultimi vengono calati in zone dove prevalgono le aree sabbiose rispetto a quelle rocciose.

Ultimo aggiornamento ( domenica 03 febbraio 2008 )
 
COME SI PESCA LA SALPA
PASSIONE PESCA - Pesci e Tecniche »
Scritto da ^NANDONE^   
domenica 03 giugno 2007

 


PESCA ALLA SALPA

 SALPA PESCARE LA SALPA PESCA IN CALABRIA




ORDINE:PERCIFORMI
FAMIGLIA: SPARIDI
GENERE:BOOPS

BOOPS SALPA

 

 

Caratteristiche morfologiche

La salpa ha il corpo di forma ovaloide, poco compresso ai lati; la testa, gli occhi e la bocca sono piccoli. La pinna dorsale è unica, piu alta nella parte anteriore, spinosa, e più bassa in quella posteriore, costituita da raggi molli. Le pettorali hanno la forma di un quadrilatero irregolare, le ventrali si trovano in corrispondenza delle pettorali, l'anale è corta con i primi tre raggi spinosi e, infine, la caudale è abbastanza ampia, forcuta e con i lobi perfettamente uguali.
La colorazione è sul grigio-verdastro nella parte dorsale e sul bianco-argentato nei fianchi e nella regione ventrale; inoltre, si notano una dozzina di strisce longitudinali dorate che si mantengono anche dopo la morte del pesce.
Le sue dimensioni medie sono comprese tra i 20 e i 30 centimetri, ma, soprattutto all'interno dei porti, possono raggiungere anche i 40-45 centimetri e superare i 2 chilo-grammi di peso. La sua alimentazione è esclusivamente erbivora, tranne negli stadi giovanili, quando è anche carnivora.

Costumi e curiosità

E' un pesce che vive vicino alla costa, a profondità di 10-15 metri al massimo, su fondali rocciosi ricchi di vegetazione (soprattutto posidonie e ulva lactuga) sui quali trova il suo nutrimento. E' una specie gregaria e spesso gli individui più giovani si riuniscono in branchi molto numerosi ed entrano nelle pozzanghere che si formano nella zona intercotidale, cioè quella che risente delle variazioni di marea.
Negli stadi giovanili questi pesci si nutrono principalmente di diatomee (alghe silicee) e di piccoli crostacei planctonici, mentre, da adulti, mangiano esclusivamente alghe di vario genere.

Commestibilità

Ha  carni commestibili ma poco apprezzate e a ciò contribuisce il fatto che quando la salpa viene pulita emette sgradevoli odori causati dal suo contenuto stomacale in decomposizione.

TECNICHE DI PESCA ALLA SALPA

 

BOLOGNESE


PESCARE LA SALPA MONTATURA PESCA IN CALABRIAPer insidiare le salpe si ricorre generalmente a una canna bolognese di 4-5 metri, corredata da un buon mulinello caricato con un monofilo dello 0,25-0,30 a seconda della pezzatura delle prede.

Il calamento più appropriato (nel disegno affianco) è costituito da un segmento di nylon dello 0,20-0,25, lungo circa un metro e mezzo, terminante con due braccioli di lunghezza variabile dai 20 ai 35 centimetri, a seconda che si affrontino salpe di piccola e media taglia.

A completamento della lenza si utilizzano galleggianti affusolati (con mare calmo) o a forma sferica (con mare mosso), piombature a pallini posti sopra la biforcazione dei braccioli e ami di misura variabile dal n. 16 al n. 8, in relazione alla taglia delle prede.

Durante l'azione di pesca occorre che l'esca lavori a 20 centimetri dal fondale, in attesa che il pesce si lasci tentare da uno dei due bocconi offerti. Il saltello del galleggiante è il segno indicatore della presenza del pesce che, quando attaccherà l'esca, farà sparire del tutto il segnalatore.

Esche e pasturazione

Classico pesce vegetariano, tanto da meritarsi l'appellativo di "capra di mare", la salpa ha una vera predilezione per l'alga Entero-moepha compressa, che si presenta in fronde filamentose di colore verde intenso. La conoscenza di queste abitudini alimentari induce molti pescatori a effettuare copiosi brumeggi a base di quest'alga unita a pastura sfarinata. Particolare cura occorre riservare all'innesco dell'alga, che dovrà essere ben avvolta nell'amo, cercando di far penetrare lo stesso più volte entro il tessuto del vegetale.

Pesca all'inglese

E' la tecnica più indicata per insidiare questi sparidi, spesso "aggregati" ad altri pesci, come cefali, occhiate e saraghi sparaglioni. Si useranno canne di circa 4 metri e l'azione di pesca andrà eseguita generalmente a trequarti di fondo o a fondo. Sarà fondamentale, ancora una volta per questa tecnica, una corretta pasturazione, e in mezzo alla pastura si potranno amalgamare anche alghe preventivamente tritate. Le canne saranno di circa 4 metri ed i mulinelli di misura piccola e imbobinati con lo 0,20; per i terminali si useranno ami dell'8-10 e monofili dello 0,14-0,16.

Pesca a fondo

La pesca a fondo può darci buoni risultati quando questi pesci sono intenti a "brucare" le alghe; in questo caso l'esca deve essere necessariamente costituita dalle stesse specie di alghe presenti in quel tratto di mare, avendo l'accortezza di innescarla su ami molto piccoli legati a braccioli di filo molto sottile lunghi circa 30 centimetri.                                             

Pesca nei porti

All'interno dei porti o in prossimità delle scogliere artificiali le salpe sono spesso riunite in branchi associati ai cefali e le tecniche più indicate per tentarne la cattura sono praticamente quelle già viste per i mugilidi; unica differenza è che, oltre ai vari tipi di pasture, più o meno personalizzate, si possono usare "ciuffetti" di alghe del genere ulva lactuga o similari. Per quanto riguarda le attrezzature e le tecniche, vale quanto già detto  per la pesca all'inglese.

Ultimo aggiornamento ( domenica 03 febbraio 2008 )
 
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