Home
Click here for the front page
HOME FORUM LINKS CONTATTACI GALLERIA CATTURE

Pescare in Calabria
BENVENUTO IN CALABRIA PESCA ON LINE
ULTIME DAL FORUM
Galleria catture
SHIMANO ITALY FISHING
BENVENUTO PARTECIPA ALLA COMMMUNITY REGISTRATI

Username:
Password:
Durata del Logini:
Sempre Loggato:
Hai dimenticato la tua password?

Forum top Topic
CALABRIA PESCA ON LINE PESCARE IN CALABRIA
PESCA AL SARAGO
PASSIONE PESCA - Pesci e Tecniche »
Scritto da Administrator   
mercoledì 15 novembre 2006

IL SARAGO
Nome scientifico: Diplodus sargus.
Famiglia: Sparidi.

PESCA  AL GRONGO CALABRIA

Il sarago abita i fondali rocciosi. Non importa che siano tratti di costa a scogliera oppure secche al largo. Basta che ci siano anfratti e buchi nei quali rinchiudersi in pace. Là sotto sceglie le sue tane, e ci resta per parecchio tempo, non esce quasi mai, soltanto quando decide che è il caso di andare a pranzo. E per questo i momenti non sono tutti uguali. Ecco perché col mare calmo in pieno giorno è ben difficile prenderne qualcuno. Perché, soprattutto i più grossi, se ne stanno rintanati chissà dove, al riparo, e non hanno nessuna intenzione di uscire.

Tutto cambia quando il mare si muove e il fondo è spazzato dalla corrente e le coste dalla schiuma. Allora, fuori dalle tane, i posti migliori per cercare qualcosa da mangiare sono proprio quelli esposti alle onde. Perché lì in mezzo il sarago nuota a suo agio, mentre le sue prede sono in difficoltà.

E anche perché caccia prevalentemente seguendo l'olfatto, e una corrente intensa trasporta gli odori lontano e quindi può essere seguita come una guida. Fra i suoi piatti preferiti ci sono le cozze, i vermi, i gamberetti, ma in generale si può dire quasi onnivoro. Anche perché la sua bocca, anche se piuttosto piccola, è adatta a scopi diversi. Gli incisivi affilati e sporgenti possono lacerare o staccare dagli scogli qualsiasi cosa, mentre i molari grossi e potenti sono in grado di triturare gusci di ogni genere.

Comunque, anche se il mare rimane calmo per un bel po' di tempo, qualche possibilità di trovarlo in giro esiste lo stesso. Di notte. Però in questo caso bisogna cercarlo proprio davanti alla porta di casa sua, perché se seguendo la corrente di una mareggiata è disposto anche a vagare parecchio, in caso di calma preferisce spostarsi il minimo indispensabile.

E se fra rocce e schiuma non è impossibile trovarlo anche a mezz'acqua, in tutte le altre situazioni difficilmente si stacca dal fondo. Quanto ai periodi dell'anno non esistono precise preferenze stagionali. Forse, ma non è una regola, in piena estate è più raro incontrare i giganti. Autunno, inverno o primavera non fa una grossa differenza, purché ci siano onde.

PESCARE IL SARAGO


1) Il sarago ama la schiuma, la turbolenza, l'acqua molto ossigenata. Quindi pescando da terra è molto meglio che il mare sia mosso.

2) In condizioni di calma qualche probabilità si può avere di notte, purché si tenti su fondali rocciosi o comunque molto vicino a possibili tane.

3) In linea di massima qualsiasi esca può funzionare. Fra le migliori il bibi, la cozza sgusciata e legata, l'americano. Ma a volte mostra una decisa preferenza per il filetto di sardina.

4) Ha denti affilati che possono tagliare anche un terminale del trenta, il che comunque succede raramente, e peraltro non esistono provvedimenti cautelativi che non incidano sulle probabilità di abboccata. Si rischia (ma neanche tanto) e basta.

5) Qualsiasi tratto di costa rocciosa è potenzialmente valido, così come qualsiasi piccola spiaggia con fondale misto. Il che naturalmente non significa che non esistano posti migliori di altri.

6) Nello stesso punto dove si è preso un grosso sarago è molto probabile prenderne ancora. I giorni, i mesi, e gli anni successivi.

7) Per le spiagge aperte esiste una regola precisa: in alcune con le onde arrivano anche i saraghi, su altre non c'è proprio niente da fare. E' bene saperlo in anticipo perché le eccezioni sono rarissime. 

8) In mezzo alle onde il sarago non guarda in faccia nessuno. Ami 0.1 e lenza del cinquanta non lo spaventano neanche un po'.

9) Col mare calmo cambia tutto. Pescando a fondo è indispensabile un sottile bracciolo lungo due metri.

10) Lungo una spiaggia battuta dalla schiuma i saraghi di qualche etto si spostano in branchi. Catturato il primo è bene sbrigarsi, se ne possono prendere altri entro pochi minuti.
 
11) La mangiata del sarago è violenta e decisa. Inconfondibile perché nessun altro pesce, a parità di taglia, regala abboccate così spettacolari.

12) La sua difesa è potentissima. Se sulla sabbia i problemi sono pochi, pescando su un fondale accidentato bisogna opporgli un recupero senza incertezze. Se riesce a guadagnare un anfratto non c'è più niente da fare.

13) Se si preferiscono sistemi leggeri come l'inglese o la bolognese, L'innesco e la pasturazione a bigattini sono un'arma micidiale.

14) In questo caso il terminale non deve essere superiore al quattordici. Anche l'amo non più grande di un numero quattordici.

15) Di solito rende bene l'esterno di moli, pennelli o dighe protetti da una scogliera artificiale.

16) Chi preferisce uscire in barca può insidiare i saraghi con palamiti leggeri. Braccioli del venticinque e bibi (anche congelati), piccoli calamaretti o oloturie come esca.

IL SARAGO MAGGIORE


II sarago maggiore ha corpo di forma ovale, alto e compresso lateralmente con testa abbastanza grande e muso piuttosto tozzo. La bocca, leggermente pronunciata, porta otto denti incisivi su ciascuna mascella e una serie di molari capaci di triturare anche i molluschi piu coriacei. E' dotato di un'unica pinna pettorale di altezza uniforme che arriva fino alio stretto peduncolo caudale, con 11-12 raggi spinosi e 13-15 molli. Di media lunghezza è la pinna anale, molto sviluppate e falciforme: le pettorali, mentre la caudale si presenta forcuta, con i lobi appuntiti. Grosse squame ricoprono il corpo del sarago maggiore, la cui livrea appare grigio argentea con bande scure trasversali su ciascun fianco. Le pinne sono grigie con le impari marginate di nero e le ventrali molto scure. Sul peduncolo caudale si trova una gran macchia nera.

RlPRODUZIONE E DIMENSIONI DEL SARAGO


IL periodo della riproduzione va dall'estate all'inizio dell'autunno, con deposizione di uova galleggianti di un millimetro di diametro. II sarago supera spesso il chilogrammo di peso per una lunghezza massima di 40 centimetri.

Habitat e alimentazione

Specie di abitudini gregarie, il sarago maggiore abita indifferentemente i fondali rocciosi e sabbiosi, le secche situate al largo e le praterie di alghe, a profondita variabili fino ai cinquanta metri. Spesso predilige sostare in vicinanza di scogli e rocce sommerse ricoperti di molluschi e crostacei, di cui è particolarmente ghiotto. Si ciba anche di vermi marini, alghe e piccoli pesci, denotando un forte eclettismo alimentare, del quale occorre tenere conto durante l'azione di pesca.

PESCA A FONDO

pescare in calabria sarago a surf casting e fondo

Le zone classiche per incontrare il sarago sono i fondali ricchi di rocce miste a sabbia, dove le condizioni ideali di pesca sono quelle di mare in scaduta dopo un'intensa mareggiata. In questi ambienti la tecnica piu proficua è la pesca a fondo, praticata con canne di 4-5 metri e mulinelli con bobina in grado di contenere 200 metri di nylon dello 0,25-0,30. II terminale (nel disegno in alto) sarà costituito da un piombo scorrevole a forma di sfera fermato da una girella con moschettone; tra questi due elementi sarà buona norma inserire un tubicino di plastica con la funzione di salvare il nodo sulla girella in fase di lancio. Adoperando come finale uno spezzone di nylon di un metro armato con un amo bronzato del n. 5-8 e come esche tutti i tipi di vermi marini e i piccoli crostacei, l'azione di pesca si effettua cercando di depositare il richiamo nelle zone "pulite", cioè nelle zone di sabbia in mezzo a formazioni rocciose sommerse. Con la lenza in bando e la frizione totalmente aperta, l'attacco del sarago è chiaramente avvertibile con una certa tensione del filo e conseguente "sfrizionata", momento questo in cui occorre ferrare con una certa decisione.

IL SARAGO A SURFCASTING

Di notte, nel periodo invernale, è possibile catturare a surf grossi saraghi.
II sarago è anche una delle prede piu ambite del surfcaster durante la stagione piu fredda, quando questo pesce intraprende lunghi percorsi notturni per dedicarsi alia ricerca del cibo. II filetto di sardina nei mesi autunnali è il calamaro nel periodo invernale costituiscono le esche preterite da questo grufolatore che, abituato a nutrirsi nelle forti turbolenze, obbliga il pescasportivo ad adottare terminali piuttosto corti, come lo short rovesciato e il pater noster, in grado di assicurare maggior tenuta ai grovigli. L'abboccata del sarago si rivela di colpo con il vettino della canna che viene scosso in modo violento. Sfruttando la corrente secondaria, il sarago può opporre una resistenza iniziale piuttosto decisa, per poi venire progressivamente verso il surfcaster mettendo la lenza in bando.

 

IL SARAGO A LEGERING

Dalle scogliere naturali o artificiali è possibile insidiare il sarago a legering, utilizzando come lenza madre un nylon dello 0,20 e un finale dello 0,16, lungo un metro e armato con amo a gambo lungo del n. 12-14. Adoperando i bigattini come pasturazione ed esca, si deposita sul fondale un pasturatore chiuso, in attesa che la fuoriuscita dei bigattini e della Pastura eserciti il suo potere d'attrazione sul sarago, inducendolo all'abbocco.

Ultimo aggiornamento ( domenica 03 febbraio 2008 )
 
PESCA ALLA RICCIOLA
PASSIONE PESCA - Pesci e Tecniche »
Scritto da Administrator   
domenica 04 febbraio 2007

 
PESCA ALLE RICCIOLE

                                                              

La Ricciola

PESCARE  LA RICCIOLA CALABRIA

( Seriola Dumerili)

  • Famiglia : Carangidi     
  • Ordine : Perciformi       
  • Classe : Actinopterigi
  
E' il Carangide  piu' diffuso nei nostri mari ed anche il piu' ricercato sia per la qualita' delle carni che per la combattivita', che rende sempre molto mozionante la sua cattura.
Diffuso nel Pacifico,in Atlantico e nel Meditarraneo e' una specie pelagica che accosta due volta l'anno : in primavera, per la riproduzione, e a fine estate-inizio autunno, preferendo le zone costiere con formazioni rocciose.

E' molto abitudinario, di anno in anno accosta sempre nelle stesse zone.

Preferisce le batimetriche tra -20 e -70 mt, anche se a volte si trova a profondita' maggiori ( oltre -300 mt).

Frequenta le zone antistanti promontori rocciosi o i dintorni di secche in mare aperto ( 3-6 Nm dalla costa) lungo le ciliate di formazioni rocciose con forti variazioni batimetriche.

I giovani ( chiamati anche Cavagnole o Limoncelle, a causa della colorazione gialla del ventre ) si spostano in branchi numerosi e usano sostare all'ombra di oggetti gallegianti.

Con l'aumentare della taglia diventano piu' solitari e molto diffidenti.

La pesca delle Ricciole



La pesca sportiva delle Ricciole e' quasi esclusivamente a traina, a giorno fatto, con sole alto e solo dopo un prolungato periodo di tempo buono.

Occasionalmente si possono catturare con la coffa, e, comunque, solo gli esemplari piu' giovani.

I risultati migliori si ottengono con il vivo


I risultati migliori si ottengono con il vivo, Aguglia e Cefalo  con lenza affondata oltre la meta' acqua o in prossimita' del fondo , a velocita' non superiore a 2 Nodi.

Preparazione delle lenze

Nella preparazione delle lenze si dovra' utilizzare un monofilo di diametro tra 0,50 e 0,70 con preferenza per i diametri minori ( la Ricciola e' molto sospettosa e studia attentamente l'esca prima di attaccare), quindi conviene utilizzare un monofilo di alta qualita' che assicuri una buona tenuta con diametri non eccessivi.

La canna


La canna potra' essere da 20/30 libre ed il milinello ( 6/0 ), a tamburo rotante, meglio se con frizione a leva ( il tipo a stella ha il difetto di regolarsi con difficolta') tarata a circa il 50% del carico di rottura del monofilo ( la taratura si effettua con dinamometro in vendita in tutti i negozi di pesca).

Questo valore di taratura della frizione puo' sembrare eccessivo ( normalmente si utilizza il 70/80 %), ma nel caso della Ricciola, a causa della sua poderosa reazione e' opportuno essere molto cauti, anche perche' l'esemplare di taglia, che puo' raggiungere i 50 Kg, prima o poi capita, ma non cosi' spesso da rischiare di perderlo.

Per l'affondamento dell'esca, scartati il filo autoaffondante ( troppo visibile) e l'affondatore idrodinamico ( poca profondita') i metodi migliori restano il piombo guardiano e la palla di cannone ( vedi Il piombo guardiano ), montati o non meno di 15/20 mt dall'esca.

L'assetto di pesca e' con una sola canna, sia per le difficolta' di manovra necessarie a mantenere l'esca in prossimita' del fondo che per la notevole reazione della Ricciola che renderebbe necessario salpare l'eventuale seconda canna prima di iniziare il recupero.

Alcuni, durante la traina a Ricciole, utilizzano una o due canne leggere per il reperimento delle esche ( Aguglie ).

Personalmente non credo che valga la pena di montarle in quanto la bassa velocita', necessaria per questo tipo di traina, non e' adatta all'uso di esche artificiali o alle matassine per le Aguglie.

L'azione di pesca e' piuttosto movimentata dovendo sollevare l'esca in prossimita' di rilievi e immergerla negli avvallamenti.

Tali manovre richiedono buona conoscenza dello scandaglio e della risposta dell'imbarcazione, infatti, se si pesca da soli, l'unico modo di sollevare e abbassare l'esca e' quello di variare leggermente la velocita'.

Se si pesca in due, uno ai comandi l'altro alla canna, le manovre di sollevamento e immersione dell'esca potranno avvenire tramite mulinello, dietro segnalazione di chi segue lo scandaglio, risultando piu' precise e senza "strappi" dovuti alle variazioni di velocita'.

Naturalmente in alternativa al vivo si possono utilizzare esche naturali morte ( vedi Innesco delle esche naturali ), in questo caso e' opportuno provare anche con un Calamaro di piccole dimensioni ( 10/12 cm, con ancorotto come amo ferrante ) che, molto spesso, funziona meglio delle Aguglie e dei Cefali.

Pesca delle Limoncelle (Cavagnole)

Le Ricciole allo stadio giovanile, dette dielettalmente Limoncelle o Cavagnole, accostano di prefenza tra Settembre ed Ottobre negli stessi luoghi degli adulti.

Cacciano a mezza acqua, a volte spingendosi fino alla superfice e sono, almeno inizialmente, molto meno sospettose.
Per questo motivo si possono utilizzare esche artificiali quali :

   
  • Pescetti da 5 a 8 cm, piombo 200/300 gr a 10 mt, lenza sufficente ad arrivare a meta' acqua.   
  • Cucchiaini da 3 a 5 cm, piombo 50/150 gr a 20 mt, lenza per portarli ad 1/3 della profondita'.    
  • Piume da 5 cm a galla, lenza a 20/25 mt dall'imbarcazione.


Date le contenute dimensioni delle Limoncelle il monofilo sara' da 0,30-0,35 e la canna da 8/10 libre, mentre il mulinello e' opportuno che sia sempre a tamburo rotante con frizione a leva ( e' molto frequente l'incontro con Tonnetti e Lampughe).

I posti e gli orari sono gli stessi delle Ricciole adulte, mentre la velocita' di traina e' intorno a 3/4 nodi.
Come per gli adulti e' essenziale che nei giorni pecedenti l'uscita ci sia stato tempo buono e mare calmo, infatti anche le Limoncelle in caso di mare mosso si spostano verso il largo e riaccostano solo dopo diversi giorni di calma.

Parimenti importante e' che la giornata non sia nuvolosa, le ore migliori, anche per gli adulti, sono quelle centrali della giornata.

Si tenga presente l'abitudine delle Limoncelle a sostare all'ombra di oggetti galleggianti ( come fanno le Lampughe), quindi se si incontrano relitti alla deriva e' opportuno passare vicino, magari compiendo uno o due giri..

 

 

 

            Fonte articolo : charterpesca.net

 


Ultimo aggiornamento ( domenica 03 febbraio 2008 )
 
PESCA AL GRONGO
PASSIONE PESCA - Pesci e Tecniche »
Scritto da Administrator   
domenica 29 aprile 2007

Nome comune: GRONGO (Inglese: conger)

Nome scientifico: Conger congerPESCARE IL GRONGO CALABRIA

 

Famiglia: Congridi (Congridae)
Ordine: Anguilliformi (Anguilliformes)
Classe: Osteitti o Pesci ossei (Osteichthyes)

CARATTERISTICHE:

 

 

Il corpo del grongo è allungato e robusto, può raggiungere i 2 m di lunghezza (occasionalmente
i 3) e superare i 50 kg di peso. La sua forma, come quella di altre specie appartenenti a questo
Ordine, è simile a quella di un grosso serpente. La sua bocca è larga e si estende sino al centro
dell’occhio. La mascella superiore è leggermente più lunga di quella inferiore. Le fessure
branchiali sono talmente grandi da raggiungere, verso il basso, il ventre. Questo pesce non
presenta scaglie. Le pinne dorsale ed anale sono lunghe e si uniscono alla pinna codale.
La colorazione varia dal grigio-bruno con riflessi brunastri o nerastri sul dorso, e tonalità
biancastre sul ventre.

VITA ED ABITUDINI:


Il grongo può vivere sino ai 1000 m di profondità negli anfratti rocciosi. Durante il giorno
sporge appena il capo dalla propria tana. Questo pesce si mantiene nelle acque marine,
spingendosi al massimo sino alle foci dei fiumi, ma non penetrando mai nelle acque dolci.
La riproduzione avviene a metà estate, e le larve (nastriformi e trasparenti) si lasciano
trasportare verso i territori di pascolo. Dopo circa 2 anni le larve divengono adulte. I giovani
tendono a stare in prossimità delle rive. Sembra, da quanto osservato in acquario, che il grongo
si riproduca una sola volta.
Questo carnivoro si nutre prevalentemente di notte predando pesci del fondo, crostacei e grossi
invertebrati (cefalopodi).

DOVE E’ POSSIBILE INCONTRARE IL GRONGO:


Vive su fondali rocciosi e colonizza facilmente i vecchi relitti. Occupa profondità comprese tra
la superficie e i 1000 m, raggiungendo i 3000-4000 m nel periodo riproduttivo. E’ diffuso nel
Mediterraneo, nell’Atlantico, nel Canale della Manica, nel Mare del Nord e, raramente nel
Baltico.

 METODI DI PESCA:

Cercando gronghi può capitare di pescare anche un altro pesce serpentiforme dall’aspetto simile a un grongo molto più tozzo e corto. Si tratta della mostella, nota in dialetto come “pisci lupu”, che vive negli anfratti della barriere naturali e artificiali dove, al contrario del grongo, si pesca anche di giorno. Per tutti i pesci suddetti, la  tecnica dalla riva è quella di buca, per il surfcasting - di notte - occorrerà che nelle vicinanze ci siano scogli o anfratti dove  possano vivere di giorno, con la barca invece la ricerca avviene sui relitti, posti ideali soprattutto per i grossi gronghi. I finali sono sempre sovradimensionati, anche in considerazione che nessuna delle tre specie in questione disdegna un boccone innescato su finali evidenti.

Come esca, la sarda intera o a metà (ottima la parte anteriore con la testa), granchiolini, pezzi di calamari e polipetti. I braccioli saranno dello 0.40 - 0.60 corti con ami rinforzati a gambo lungo di dimensioni adatte all’esca usata. Piombi da gr.50 a gr.100. Gli attrezzi saranno ovviamente robusti.

 

CURIOSITA’:


La riproduzione avviene tra i 3000 e i 4000 m in zone determinate. Sembra ad esempio che tra
Gibilterra e le Azzorre si riproducano i gronghi che poi vanno ad occupare l’Europa
settentrionale, altre aree simili sono state individuate nel Mediterraneo.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 25 giugno 2007 )
 
<< Inizio < Prec. 11 12 13 14 15 16 17 18 19 Pross. > Fine >>

Risultati 105 - 112 di 146
  
Gaggioso il portale della pesca

Annunci

PESCA IN CALABRIA FORUM
PESCARE IN CALABRIA
ITINERARI
PESCI E CATTURE
PESCA ALLA SPIGOLA
PESCARE LA SPIGOLA
PESCA ALL ORATA
PESCARE L ORATA
PESCA AL PESCE BALESTRA O ( PORCO)
PESCA ALLA MORMORA
PESCA ALL INGLESE
PESCA AL PESCE SERRA
PESCA A FONDO
PESCA A SPINNING
PESCA A SURF CASTING

PESCA LAGHI E FIUMI SILA
MONTATURE SURF CASTING
VIDEO SURFCASTING
PESCA NEI PORTI
PESCA BEACHLEGERING
PESCA IN  AQUE INTERNE

PESCA A BOLENTINO
PESCA A TRAINA
PESCA IN APNEA

SURFCASTING IN CALABRIA
SURFCASTING ALLA SPIGOLA QUALE TERMINALE UTILIZZARE???
CALABRIA PESCA  

 

Ricerche
bene spinning pescabarca licenza ricciolaricciola cefalo pescarepescare costruzione trainatraina tecnica possono corpo porto sulla ottimo orataorata sgombro coda bolognese surfcastingsurfcasting pescacanne fino barca aria tecniche pescare loop serra canna nelle questo mosso delle buona tenuta lenza cefali pescacanna galleggianti inglese velocit mulinello acque prima molto esche tipo nella attrezzatura eacute caso fiume porti acqua questa bolentino spigolaspigola barche metri devono forma cercare fondo quella orata sportiva quello surfcasting piombo aguglia pescalago artificiale caratteristiche esca trota hackle lago traina pesce game
Le vostre catture

SAVY E DUE SPLENDIDI PESCI SERRA
DUE SERRA PESCATI A SPINNING
Menu principale
Home
Notizie
FORUM
ARCHIVIO
Collegamenti web
Contattaci
Cerca
News Feed
Previsioni Meteo
Itinerari di pesca
Pesci e Tecniche
Galleria catture
Accessori e Attrezzature
Tavole Maree
Porti in Calabria
Patente Nautica
Vacanze di Pesca
PESCA ACQUE INTERNE
Pesca sportiva e subacquea
IL PESCE AZZURRO
Pesci e crostacei comuni
Pesci misure consentite >>
PESCA DA TERRA
PESCA DALLA BARCA
PESCA SUBACQUEA
NOTE LEGALI
Sitemap
Previsioni meteo
Click per aprire http://www.ilmeteo.it
FASE LUNARE

www.itineraridipesca.it

LUNA CORRENTE



Gaggioso il portale della pesca
Archivio
Forum Top Poster
  • ^FLY^, 579 posts
  • ^DAVIDE^, 570 posts
  • ^NANDONE^, 569 posts
  • ^PEPPINO^, 526 posts
  • ^ALFIO^, 246 posts
  • ^ADMIX^, 229 posts
  • ^MONDRA^, 201 posts
  • massy333, 180 posts
  • highlander, 152 posts
  • ^PIOMBO^, 140 posts
  • sanpei90, 110 posts
  • amarone, 104 posts
  • OLTREMARE, 101 posts
  • privilege360, 96 posts
  • nello, 94 posts
  • lucarillu, 89 posts
  • rioken, 87 posts
  • uzippone, 84 posts
  • Abbiamo le Ali, 82 posts
  • MARCELLO, 81 posts
Chi è online
Abbiamo 104 visitatori online
Ultime notizie
I più letti
Viagginrete:Il portale dei tuoi viaggi
Google

HOME FORUM LINKS CONTATTACI GALLERIA CATTURE
© 2009 CALABRIA PESCA ON LINE
PESCARE CALABRIA PESCA CALABRIA  PESCARE CALABRIA PESCA ON LINE   PESCARE CALABRIA PESCA CALABRIA  PESCARE IN CALABRIA   PESCA IN CALABRIA  SURFCASTING CALABRIA PESCA ON LINE   PESCA IN CALABRIA FORUM  PESCARE CALABRIA FORUM   PESCA IN CALABRIA FORUM  GALLERIA FOTO VIDEO PESCA CALABRIA PESCARE FORUM   CALABRIA PESCA CALABRIA