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sabato 26 maggio 2007 |
PESCA DALLA BARCA :: LA LECCIA Caratteristiche morfologiche Sono tre le lecce presenti nei nostri mari: la leccia comune (lichia amia), la leccia Stella (trachinotus glaucus) e la leccia fasciata (campo-gramma vadigo). La leccia presenta il corpo ovaloide, molto compresso lateralmente, piu tozzo negli esemplari giovani e piu slanciato in quelli adulti. La linea laterale ha andamento sinuoso ed è una caratteristica peculiare di questa sola specie. La testa termina con il muso appuntito e con la bocca molto grande. Le pinne dorsali sono due: la prima è costituita da spine corte e robuste, la seconda è più alta nella parte anteriore; quest'ultima è simmetrica e quasi speculare alla pinna anale. Le pettorali e le ventrali sono corte e spatolate e, infine, la caudale è profondamente forcuta. II colore è argentato con sfumature verdastre sul dorso e bianco argentato sui fianchi e nella regione ventrale; la linea laterale e le pinne sono scure. La sua alimentazione è prettamente carnivora e la sua indole predatrice la spinge a mangiare svariati tipi di pesci, alcuni anche di notevoli dimensioni (mi è capitato di trovare nello stomaco di una leccia di 32 chilogrammi una spigola di circa 2 chili). Gli esemplari adulti possono raggiungere i 2 metri di lunghezza e i 50 chilogrammi di peso. Costumi e curiosità La leccia ha abitudini gregarie ed è una specie prevalentemente pelagica, anche se non è raro vederla inseguire i cefali o altri pesci fin sotto le banchine all'interno dei porti o fin quasi alla battigia lungo le spiagge. Questo pesce ha forma e livree differenti in fase giovanile, tanto è vero che in passato ha generato non poca confusione dal punto di vista tassonomico. Commestibilità Ha carni buone e molto ricercate, simili a quella della ricciola. TECNICHE DI PESCA ALLA LECCIA Traina di fondo Raramente una grossa leccia si lascia ingannare da un'esca artificiale per cui se si vogliono incrementare le probabilità di cattura, è consigliabile innescare un bel pesce vivo, come ad esempio un cefalo dal mezzo chilogrammo in su, un bel sugarello o anche una "robusta" aguglia. La tecnica più idonea è la traina col piombo guardiano, anche se, spesso, attaccare le loro prede fino alla superficie; quindi è meglio mettere un'esca ad un paio di metri dalla superficie (inserendo, ad esempio, un piombo a tortiglione di un centinaio di grammi sulla lenza madre) ed una a fondo guidata con il piombo guardiano. Canne da 20-30 libbre e mulinelli 4/0 imbobinati con un buon monofilo dello 0,50 sono le attrezzature per combattere con questi siluri marini; relativamente al terminale conviene utilizzare uno spezzone di 5-6 metri dello 0,70.  - Innesco su cefalo (o scombro) con terminale a due ami: occorre rompere la spina dorsale in due punti per eliminare la rigidità dell'esca
- Innesco su piccola aguglia con terminale a due ami: è necessaria una buona legatura del becco affinché non si apra, provocando movimenti sconnessi dell'esca stessa
Drifting E' una preda probabile del drifting, soprattutto quando quest'ultimo è esercitato sulle secche rocciose dove transitano spesso branchi di novellame. Comunque, è raro che si indirizzi specificatamente una battuta di drifting alla leccia, a meno che non si sia sicuri della loro presenza. In questo caso, per rendere piu sportiva la pesca, si possono utilizzare canne e attrezzature da 20 o da 30 libbre, considerato che i record mondiali riconosciuti dall'Igfa nelle classi 8 e 12 libbre sono rispettivamente di 16,15 e 17,10 chilogrammi. Light Drifting Anche pescando a light drifting non è improbabile allamare qualche bella leccia; è comunque difficile tentare un tipo di pesca specifico a questo carangide sia perchè non si è mai certi della sua presenza nella zona di pesca prescelta sia perchè la sua taglia può variare da pochi sino a circa 50 chilogrammi. | |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 04 febbraio 2008 )
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sabato 26 maggio 2007 |
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Tetrapturus belone
Ordine: PERCIFORMI Famiglia: ISTIOPHORIDAE Genere: TETRAPTURUS
Caratteristiche morfologiche Ha il corpo subcilindrico che va rastremandosi verso la parte posteriore; negli individui più giovani (fino a circa 1 metro e mezzo di lunghezza) il corpo è schiacciato lateralmente ma, con la crescita, acquista una sezione piu tondeggiante. La testa è caratterizzata da un maggiore sviluppo della mascella superiore che si prolunga in un rostro. Le pinne dorsali sono due: la prima, molto lunga, è costituita da numerosi raggi di cui i primi quattro piu alti e gli ultimi quasi nascosti nel dorso. La seconda, invece, ha solamente sei raggi ed è in contrapposizione con la seconda pinna anale. Le pettorali sono corte e falciformi, mentre la caudale e grandissima, forcuta e con i lobi stretti e appuntiti. Le squame sono piccolissime e incapsulate nell'epidermide. Può raggiungere i due metri di lunghezza, compreso il rostro. Costumi e curiosità Non si hanno molte notizie sul modus vivendi di questo animale ma è certo che sia una specie pelagica e migratoria. E' un carnivoro e predatore; i suoi pasti preferiti sono costituiti da costardelle, aguglie e clupeiformi. Il nome tetra=quattro, pteron=ali e oura=coda deriva dal fatto che alla base della pinna caudale animale è dotato di due prominenze simili a piccole chiglie da ambo i lati. L'aguglia imperiale è spesso accompagnata da un paio di remore che si attaccano con le loro ventose agli opercoli e si sganciano all'istante in cui viene pescata. TECNICHE DI PESCA ALL' AGUGLIA IMPERIALE Traina d'altura E' la tecnica piu indicata per insidiare sportiva-mente questo rostrato. Considerata la distribuzione geografica e la frequenza abbastanza ridotta di questi istioforidi lungo le nostre coste non è facile programmare delle uscite a traina mirate esclusivamente alla loro pesca; lo si potrebbe fare, ad esempio, nello stretto di Messina durante il periodo estivo o lungo le coste della Sicilia e della Calabria nel periodo ottobre-dicembre, quando le aguglie imperiali si avvicinano con maggior frequenza alia costa. In buona sostanza, la loro cattura è quasi sempre occasionale e si verifica quando si pesca a traina in altura con esche prevalentemente artificiali. Queste ultime saranno minnow di dimensioni medio-grandi, piu mette e octopus di svariati colori e dimensioni trainati dai 20 ai 50 metri dallo specchio di poppa ad una velocita compresa tra i 5 e gli 8 nodi. E' fondamentale tenere la frizione dei mulinelli tarata leggera, in modo tale da avvertire il cicalino non appena il rostrato tocca l'esca; a questo punto bisogna prendere la canna in mano, aprire la frizione del mulinello, mollare filo per un paio di secondi e, infine, ferrare violentemente. Se si è fortunati seguiranno magici momenti nei quali l'aguglia imperiale ci regalera spettacolari evoluzioni fuor d'acqua difficilmente dimenticabili da qualsiasi pescatore. Un segreto: se si è certi della presenza di questi rostrati in zona, converrà preparare un finale innescando una costardella o un'aguglia morta su due ami e tenerlo pronto su un'apposita canna da traina; nel momento clou, cioè quando il rostrato si avvicina alla scia della barca, bisogna togliere le esche artificiali e filare quella naturale riducendo sensibilmente la velocità di traina. II resto potrebbe essere un sogno imperiale.
Drifting Può capitare, pescando in drifting ai tonni, di allamare l'aguglia imperiale ma la possibility che ciò si verifichi è occasionale ed è correlata alla distribuzione alquanto contenuta di questo pesce nei nostri mari. PALAMITO L'aguglia imperiale può abboccare ai palamiti di superficie mirati alla cattura dei pesci spada ed innescati con sardine o altri clupeiformi; tale probability è sensibilmente più elevata nei mari meridionali. |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 04 febbraio 2008 )
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Drifting & Light Drifting
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sabato 26 maggio 2007 |
PESCA DALLA BARCA : IL PESCE BALESTRA ( porco)Caratteristiche morfologicheII corpo è ovale, lateralmente molto compresso e ricoperto da una specie di corazza costituita da grosse placche a losanga e da una pelle spessa e cuoiosa. La testa è grande ed appuntita, con bocca e occhi piccoli. Le pinne dorsali sono due, l'anteriore formata da tre robuste spine e la posteriore ampia e a forma di ventaglio; le pettorali sono piccole e tondeggianti, le ventrali sono unite tra di loro in un'unica placca centrale, l'anale è quasi simmetrica alla seconda dorsale , la caudale è convessa e tronca negli individui giovani è incavata con i lobi molto allungati in quelli adulti.La colorazione di fondo e sul grigio con riflessi verdastri sul dorso e biancastri sul ventre. La sua alimentazione è carnivora e si ciba in particolare di crostacei e molluschi che frantuma con la sua eccezionale dentatura, ma anche di pesci.Nei nostri mari, il pesce balestra può raggiungere i 40 centimetri anche se, mediamente, ne misura 20-30.Costumi e curiositàVive in prossimità della costa su fondali di tipo misto con aree rocciose molto ricche di vegetazione alternate ad ampie aree sabbiose.La costituzione della prima dorsale è molto curiosa; infatti, i suoi raggi spinosi sono articolati in modo tale che quando si trovano in posizione eretta non è possibile ripiegare indietro il primo se non si agisce sugli altri due che formano come una sicura di scatto in un grilletto.La sua pelle rugosa, simile alla carta vetrata, veniva utilizzata come carta smerigliante per accendere i fiammiferi.Altre curiosità sono: i grugniti che emette, il suono molto profondo di cui è dotato e la capacità di mangiare in posizione verticale con la bocca all'ingiù.CommestibilitàHa carni bianche e saporite. Molti credono che non sia commestibile poichè qualche suo congenere tropicale, in determinati periodi dell'anno, puo causare lievi malesseri all'uomo.TECNICHE DI PESCA Bolentino sottocostaII pesce balestra è una cattura occasionale del bolentino, occasionale perchè la maggior parte delle volte che mangia, magari su un terminale destinato a labridi e piccoli sparidi, ingoia tutto l'amo e taglia il bracciolo con estrema facilità; è quindi occasionale la possibilità di salpare il pesce piuttosto che quella che lo stesso attacchi l'esca.Light driftingL'abitudine di questi pesci di ripararsi all'ombra di oggetti galleggianti favorisce in modo determinante la pesca a light drifting con la barca saldamente ancorata su fondali di tipo misto. Le modalità di pesca sono molto semplici: infatti, una volta ancorati in una zona frequentata da questi balistidi, dopo pochi minuti si vedranno delle ombre passare in vicinanza o, addirittura, sotto la barca. A questo punto bastera filare in acqua una lenza (sia a mezz'acqua che in superficie con un qualsiasi galleggiante) costituita da un finalino d'acciaio di circa 1 metro e un amo del numero 2 molto robusto; si potrebbe anche evitare il finale d' acciaio utilizzando un amo con gambo lungo in modo tale che non possa essere ingoiato per intero.Relativamente alle esche, si possono utilizzare i gamberi di paranza sgusciati ed innescati per intero oppure la trancia di calamaro. Non appena allamato, il pesce balestra tenterà un paio di fughe e verrà poi in superficie in modo tale da essere facilmente guadinato.Traina di profonditàE' una cattura occasionale della traina di profondita o a mezz'acqua, esercitata con minnow di 7-11 centimetri a velocità di 2-3 nodi. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 06 luglio 2007 )
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