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Pesca dalla barca -
Traina
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Scritto da Administrator
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sabato 26 maggio 2007 |
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Tetrapturus belone
Ordine: PERCIFORMI Famiglia: ISTIOPHORIDAE Genere: TETRAPTURUS
Caratteristiche morfologiche Ha il corpo subcilindrico che va rastremandosi verso la parte posteriore; negli individui più giovani (fino a circa 1 metro e mezzo di lunghezza) il corpo è schiacciato lateralmente ma, con la crescita, acquista una sezione piu tondeggiante. La testa è caratterizzata da un maggiore sviluppo della mascella superiore che si prolunga in un rostro. Le pinne dorsali sono due: la prima, molto lunga, è costituita da numerosi raggi di cui i primi quattro piu alti e gli ultimi quasi nascosti nel dorso. La seconda, invece, ha solamente sei raggi ed è in contrapposizione con la seconda pinna anale. Le pettorali sono corte e falciformi, mentre la caudale e grandissima, forcuta e con i lobi stretti e appuntiti. Le squame sono piccolissime e incapsulate nell'epidermide. Può raggiungere i due metri di lunghezza, compreso il rostro. Costumi e curiosità Non si hanno molte notizie sul modus vivendi di questo animale ma è certo che sia una specie pelagica e migratoria. E' un carnivoro e predatore; i suoi pasti preferiti sono costituiti da costardelle, aguglie e clupeiformi. Il nome tetra=quattro, pteron=ali e oura=coda deriva dal fatto che alla base della pinna caudale animale è dotato di due prominenze simili a piccole chiglie da ambo i lati. L'aguglia imperiale è spesso accompagnata da un paio di remore che si attaccano con le loro ventose agli opercoli e si sganciano all'istante in cui viene pescata. TECNICHE DI PESCA ALL' AGUGLIA IMPERIALE Traina d'altura E' la tecnica piu indicata per insidiare sportiva-mente questo rostrato. Considerata la distribuzione geografica e la frequenza abbastanza ridotta di questi istioforidi lungo le nostre coste non è facile programmare delle uscite a traina mirate esclusivamente alla loro pesca; lo si potrebbe fare, ad esempio, nello stretto di Messina durante il periodo estivo o lungo le coste della Sicilia e della Calabria nel periodo ottobre-dicembre, quando le aguglie imperiali si avvicinano con maggior frequenza alia costa. In buona sostanza, la loro cattura è quasi sempre occasionale e si verifica quando si pesca a traina in altura con esche prevalentemente artificiali. Queste ultime saranno minnow di dimensioni medio-grandi, piu mette e octopus di svariati colori e dimensioni trainati dai 20 ai 50 metri dallo specchio di poppa ad una velocita compresa tra i 5 e gli 8 nodi. E' fondamentale tenere la frizione dei mulinelli tarata leggera, in modo tale da avvertire il cicalino non appena il rostrato tocca l'esca; a questo punto bisogna prendere la canna in mano, aprire la frizione del mulinello, mollare filo per un paio di secondi e, infine, ferrare violentemente. Se si è fortunati seguiranno magici momenti nei quali l'aguglia imperiale ci regalera spettacolari evoluzioni fuor d'acqua difficilmente dimenticabili da qualsiasi pescatore. Un segreto: se si è certi della presenza di questi rostrati in zona, converrà preparare un finale innescando una costardella o un'aguglia morta su due ami e tenerlo pronto su un'apposita canna da traina; nel momento clou, cioè quando il rostrato si avvicina alla scia della barca, bisogna togliere le esche artificiali e filare quella naturale riducendo sensibilmente la velocità di traina. II resto potrebbe essere un sogno imperiale.
Drifting Può capitare, pescando in drifting ai tonni, di allamare l'aguglia imperiale ma la possibility che ciò si verifichi è occasionale ed è correlata alla distribuzione alquanto contenuta di questo pesce nei nostri mari. PALAMITO L'aguglia imperiale può abboccare ai palamiti di superficie mirati alla cattura dei pesci spada ed innescati con sardine o altri clupeiformi; tale probability è sensibilmente più elevata nei mari meridionali. |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 04 febbraio 2008 )
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Pesca dalla barca -
Drifting & Light Drifting
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Scritto da Administrator
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sabato 26 maggio 2007 |
PESCA DALLA BARCA : IL PESCE BALESTRA ( porco)Caratteristiche morfologicheII corpo è ovale, lateralmente molto compresso e ricoperto da una specie di corazza costituita da grosse placche a losanga e da una pelle spessa e cuoiosa. La testa è grande ed appuntita, con bocca e occhi piccoli. Le pinne dorsali sono due, l'anteriore formata da tre robuste spine e la posteriore ampia e a forma di ventaglio; le pettorali sono piccole e tondeggianti, le ventrali sono unite tra di loro in un'unica placca centrale, l'anale è quasi simmetrica alla seconda dorsale , la caudale è convessa e tronca negli individui giovani è incavata con i lobi molto allungati in quelli adulti.La colorazione di fondo e sul grigio con riflessi verdastri sul dorso e biancastri sul ventre. La sua alimentazione è carnivora e si ciba in particolare di crostacei e molluschi che frantuma con la sua eccezionale dentatura, ma anche di pesci.Nei nostri mari, il pesce balestra può raggiungere i 40 centimetri anche se, mediamente, ne misura 20-30.Costumi e curiositàVive in prossimità della costa su fondali di tipo misto con aree rocciose molto ricche di vegetazione alternate ad ampie aree sabbiose.La costituzione della prima dorsale è molto curiosa; infatti, i suoi raggi spinosi sono articolati in modo tale che quando si trovano in posizione eretta non è possibile ripiegare indietro il primo se non si agisce sugli altri due che formano come una sicura di scatto in un grilletto.La sua pelle rugosa, simile alla carta vetrata, veniva utilizzata come carta smerigliante per accendere i fiammiferi.Altre curiosità sono: i grugniti che emette, il suono molto profondo di cui è dotato e la capacità di mangiare in posizione verticale con la bocca all'ingiù.CommestibilitàHa carni bianche e saporite. Molti credono che non sia commestibile poichè qualche suo congenere tropicale, in determinati periodi dell'anno, puo causare lievi malesseri all'uomo.TECNICHE DI PESCA Bolentino sottocostaII pesce balestra è una cattura occasionale del bolentino, occasionale perchè la maggior parte delle volte che mangia, magari su un terminale destinato a labridi e piccoli sparidi, ingoia tutto l'amo e taglia il bracciolo con estrema facilità; è quindi occasionale la possibilità di salpare il pesce piuttosto che quella che lo stesso attacchi l'esca.Light driftingL'abitudine di questi pesci di ripararsi all'ombra di oggetti galleggianti favorisce in modo determinante la pesca a light drifting con la barca saldamente ancorata su fondali di tipo misto. Le modalità di pesca sono molto semplici: infatti, una volta ancorati in una zona frequentata da questi balistidi, dopo pochi minuti si vedranno delle ombre passare in vicinanza o, addirittura, sotto la barca. A questo punto bastera filare in acqua una lenza (sia a mezz'acqua che in superficie con un qualsiasi galleggiante) costituita da un finalino d'acciaio di circa 1 metro e un amo del numero 2 molto robusto; si potrebbe anche evitare il finale d' acciaio utilizzando un amo con gambo lungo in modo tale che non possa essere ingoiato per intero.Relativamente alle esche, si possono utilizzare i gamberi di paranza sgusciati ed innescati per intero oppure la trancia di calamaro. Non appena allamato, il pesce balestra tenterà un paio di fughe e verrà poi in superficie in modo tale da essere facilmente guadinato.Traina di profonditàE' una cattura occasionale della traina di profondita o a mezz'acqua, esercitata con minnow di 7-11 centimetri a velocità di 2-3 nodi. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 06 luglio 2007 )
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Pesca dalla barca -
Drifting & Light Drifting
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Scritto da Administrator
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domenica 28 gennaio 2007 |
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La pasturazione si svolge in due fasi.
Prima di calare le lenze l'imbarcazione procede per circa un miglio trainando sacchi pieni di sardine macinate (brumeggio), o seppie se si mira al pesce spada, che lasciano una scia in acqua.
In seguito a barca ferma e lenze in acqua, si getta una sardina intera, e quando scompare alla vista se ne butta un altra: il ritmo è cadenzato e, a turno, un membro dell'equipaggio si occupa della continua pasturazione che arriva sopra l'esca.
Occorre innescare la sardina in modo che si presenti come quella da pastura, cioè con la pancia verso l'alto: questo si ottiene infilando l'amo nell'ano e facendolo uscire appena dietro le branchie.
Autore articolo: Nandone  |
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