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domenica 15 ottobre 2006 |
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GIOIA TAURO - Si è conclusa l’operazione “Mare Sicuro 2006″, svolta dalla Capitaneria di Porto di Gioia Tauro e promossa dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto con il compito primario della salvaguardia della vita umana in mare, sia dei bagnanti che dei diportisti. L’operazione è stata condotta nell’ambito del Compartimento Marittimo di Gioia Tauro compreso tra il Comune di Seminara e quello di Rosarno, con l’impiego di tre mezzi nautici e pattuglie terrestri che hanno operato in sinergia tra loro. Il compito principale è stato quello di vigilare sul regolare svolgimento della balneazione, delle attività turistiche ricreative oltre ad una intensa attività antinquinamento finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente marino. Gli sforzi sostenuti sia in termini economici che in termini di risorse umane hanno portato al raggiungimento degli obiettivi prefissati, che si sono concretizzati con un più consapevole e rispettoso uso del mare e delle spiagge da parte dei fruitori, testimoniato dalla diminuzione delle segnalazione pervenute alla sala operativa unitamente alla riduzione degli interventi repressivi effettuati dai militari impiegati nel servizio. I fenomeni repressivi si sono limitati a sporadici episodi che comunque hanno portato all’elevazione di 45 Processi Verbali di Contestazione, cinque sequestri di attrezzi da pesca a fronte di circa 4.000 controlli effettuati in materia di diporto nautico, pesca, ambiente e vigilanza balneare. Permane, purtroppo, la problematica relativa agli scarichi tellurici, ed in particolare del fiume Mesima che, più o meno frequentemente, sono stati causa di inquinamento del litorale ed oggetto di interventi e monitoraggio da pare del dipendente Nucleo Operativo Difesa Mare e delle motovedette. Tale complessa problematica, che a volte causa forte disagio nell’esercizio della balneazione è riconducibile all’inadeguato stato delle condotte dei comuni, in particolare quelli aspromontani che abbisognano di urgenti interventi di adeguamento e ripristino. Fomte articolo: Il Blog sulle Elezioni Comunali di Gioia Tauro |
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domenica 15 ottobre 2006 |
Da cittadini e associazioni ambientaliste un coro di No al progetto di porto turistico in una delle località più belle e incontaminate della Calabria. | | | Un progetto per la realizzazione di un porto turistico nella zona di Santa Maria di Ricadi, una delle mete preferite dai turisti per la bellezza delle sue coste e del suo mare, ha messo in allarme i frequentatori della rinomata località e le Associazioni Ambientaliste Italia Nostra e WWF. Secondo le informazioni raccolte, il progetto per un approdo turistico interesserebbe lo splendido tratto di costa rocciosa noto come “Grotta dell’eremita”, ricca di scogli e insenature e popolata da una variegata fauna sottomarina. Nel corso di un sopralluogo svoltosi nei giorni scorsi, rappresentanti regionali delle due associazioni hanno condiviso pienamente la preoccupazione di quanti paventano un deturpamento irreversibile della zona, con ricadute negative sul turismo del comprensorio.
“Ci auguriamo - sostengono Italia Nostra e WWF - che gli amministratori respingano questo scellerato progetto, che suonerebbe come un vero oltraggio alla natura e al buon senso. Facciamo appello alla sensibilità e all’intelligenza di chi governa quel territorio per conto dei cittadini affinché si eviti questo ulteriore scempio proprio nella zona simbolo di quella Calabria in parte sopravvissuta al massacro delle coste ad opera del cemento".
L’area di Capo Vaticano rimane nell’immaginario collettivo come uno degli ultimi lembi della Calabria bella e selvaggia che ancora riesce ad attirare turisti e visitatori alla ricerca di un angolo di paradiso, piuttosto che di un anonimo e volgare molo di attracco. E dovrebbe essere altrettanto evidente che le prospettive turistiche di quella zona, chiamata, non si sa ancora fino a quando, “Costa degli Dei”, si basano sul mantenimento della bellezza della natura, di quelle coste e di quel mare, non sulla realizzazione dell’ennesimo porticciolo inutile, inquinante e deturpante, che arrecherà solo danni all’ambiente e all’economia.
L'opera aggiungerà altri problemi, come quello dell’erosione costiera, degli enormi sbancamenti, del traffico, dell’inquinamento da idrocarburi o acustico, a quelli connessi alla depurazione delle acque o all’invasione di spazzatura, come si è verificato negli ultimi tempi. Il progetto non promette nulla di buono per il futuro di un territorio che invece dovrebbe puntare tutto sulla tutela dell’ambiente e la valorizzazione dei valori naturalistici.
WWF, Italia Nostra e comitati spontanei di cittadini lanciano un accorato appello a tutte le forze politiche, sociali e culturali della Provincia di Vibo e della Calabria affinché si mobilitino a tutti i livelli per evitare a Capo Vaticano l’ennesimo, imperdonabile misfatto ai danni di un ambiente fin troppo massacrato. Capo Vaticano è un patrimonio di tutti, un capolavoro della Natura da conservare come un’opera d’arte. "Dire di volerlo valorizzare con un porto è come voler valorizzare la Pietà di Michelangelo con una picconata" conclude il Segretario del WWF Calabria, Giuseppe Paolillo.
Riprodotto con l’autorizzazione del WWF Italia © [2006] . Tutti i diritti sono riservati.
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domenica 15 ottobre 2006 |
La costruzione di due mega-villaggi turistici minaccia le coste calabresi. E nonostante il parere contrario del Presidente della Regione, sono molti i dubbi sulla politica ambientale portata avanti dalla sua giunta | | Dal Tirreno allo Jonio, la bellezza delle coste calabresi rischia di lasciare il posto a dei veri e propri mostri di cemento. E’ il caso del Golfo di Sant’Eufemia, un’area dichiarata Sito di Importanza Comunitaria ai sensi della Direttiva Uccelli (79/409/CEE). Qui al posto dei Laghetti di Gizzeria, (provincia di Catanzaro), l’ultimo ricordo di quelle che furono le aree umide di quella Piana, è prevista la costruzione di un mega villaggio. La struttura, che dovrebbe ospitare 4.000 posti letto e anche campi da golf, è stata progettata da “Sviluppo Italia” e, cosa ancor più sorprendente, sarebbe stata finanziata al 50% con fondi statali e della stessa Regione Calabria.
Ma questo non è l’unico scempio che desta preoccupazione. Sul versante opposto, quello ionico, la minaccia è rappresentata da “Europaradiso”, un villaggio turistico da 9.000 camere previsto alla foce del fiume Neto, nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Marchesato e Fiume Neto” individuata il 27 giugno 2005 con Delibera di Giunta regionale n.607. Ora sulla costruzione, che era stata giustificata con la necessità di creare nuovi posti di lavoro, il Presidente della Regione Agazio Loiero ha cambiato idea esprimendo un forte dissenso, accolto con favore dal Consiglio Regionale del WWF Calabria, presieduto da Alfredo Salzano. “La recentissima presa di posizione del Presidente Loiero contro la prevista realizzazione del mega villaggio turistico “Europaradiso”, espressa in occasione della visita del Ministro all’Ambiente Pecoraro Scanio in Calabria, non può che compiacere tutte le forze ambientaliste e quei cittadini che avevano riposto nella Giunta in carica le residue speranze per un cambiamento radicale nel modo di fare politica dell’ambiente in questa regione”.
“Ci auguriamo che il Presidente Loiero si sia finalmente convinto della dannosità dell’opera, specie se si considera che andrebbe a realizzarsi proprio in un territorio che la stessa Giunta aveva dichiarato Zona di Protezione Speciale meno di un anno fa”, ha fatto sapere il WWF, appellandosi affinché anche la Calabria segua l’esempio virtuoso della Sardegna, che con la Giunta Soru ha davvero cambiato pagina, mettendo sotto tutela le coste sarde scampate al cemento.
Ma la nuova posizione del Presidente non basta a cancellare le contraddizioni che pesano sul lavoro della sua Giunta. Approvare o addirittura finanziare interventi come quelli di Europaradiso e di “Sviluppo Italia” nel Golfo di Sant’Eufemia, in aree che invece dovrebbero essere tutelate dalla stessa regione – avendo peraltro l’obbligo di farlo per leggi nazionali ed internazionali - significherebbe diffondere l’idea che in Calabria tutto sia lecito: basta sostenere che un’opera porti posti di lavoro.
Tanto più se si considera che la Giunta ha lavorato per le nuove linee guida in campo urbanistico, si è impegnata per il disinquinamento del mare, ha proclamato la guerra agli ecomostri di Copanello e di Praia a mare. “Tutto questo denota un comportamento schizofrenico della Giunta Loiero nel settore della tutela dell’ambiente, dove è mancata finora, nella linea politica generale, quella svolta rispetto al passato che avrebbe potuto assicurare un futuro diverso per il territorio e le popolazioni calabresi”, conclude il WWF.
Grazie anche al WWF nel 2003 si è sventato un progetto per la costruzione di un porto turistico nell'area di Capo Vaticano, una delle località più incontaminate della Calabria> Riprodotto con l’autorizzazione del WWF Italia © [2006] . Tutti i diritti sono riservati.
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Ultimo aggiornamento ( domenica 15 ottobre 2006 )
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