CALABRIA PESCA ON LINE PESCARE IN CALABRIA
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PASSIONE PESCA -
Pesci e Tecniche »
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Scritto da PIOMBO
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lunedì 26 novembre 2007 |
LE PREDE DELLA PESCA NEI PORTI Le specie di pesci che si possono trovare nelle acque dei porti sono svariate. La preda più nota, e anche la più pescata, è il cefalo (chiamato anche muggine), abitatore da sempre di questa zona, in cui è presente in gran quantità e in ogni mese dell'anno. Il cefalo è in grado di resistere a livelli di inquinamento anche piutosto alti ed è abituato a vivere in acque che non possono certo essere paragonate, per limpidezza e pulizia, a quelle esterne che bagnano le coste; anzi, gli esemplari più grossi si pescano proprio nei porti. Un altra preda ambita anche per il suo pregio alimentare è il sarago, che vive di preferenza nelle zone rocciose, vale a dire a ridosso delle dighe esterne ai porti o intorno ai vecchi moli, anche se non disdegna le tane costituite dai "corpi morti" che si trovano sui fondali delle zone più interne, come la base stessa delle massicciate sommerse. La spigola, o branzino, è un altro frequentatore delle acque portuali, soprattutto se nelle vicinanze, o all'interno del porto stesso, si apre la foce di un fiume, ambiente in cui lo si trova frequentemente in compagnia di numerosi branchi di cefali. Anche la spigola ha carni molto pregiate. E' un pesce combattivo e di buona taglia, tanto da rappresentare per molti pescatori una delle prede più desiderabili: viene pescata di giornoe di notte. Ci sono poi i gronghi, che richiedono lenze robuste e la voglia di passare la notte su un molo, e tra i cefalopodi, i numerosi polpi presenti dappertutto lungo le pareti delle calate. Poi a seconda delle stagioni, si possono pescare aguglie, sugarelli, sgombri, mentre la sicurezza di non tornare a casa a mani vuote la danno i pesci più piccoli e frequenti, come donzelle, ghiozzi, boghe, menole. Occhiate e orate sono di solito presenti all'esterno, a poca distanza dalle dighe frangiflutti.

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Ultimo aggiornamento ( domenica 03 febbraio 2008 )
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Pesca da Terra -
Pesca con la mosca
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Scritto da Aldo Porto (FLY )
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giovedì 15 novembre 2007 |
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PESCA CON LA MOSCA Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria
La scelta della tecnica AUTORE FLY ALTRE INFO SUL FORUM Premetto che sono anni che pesco solo con la mosca secca (galleggiante) perché la ritengo una tecnica molto più esaltante e sportiva, ma questo fa parte solo del mio modo di pensare, però non è giusto trascurare le altre tecniche che comunque si praticano utilizzando la stessa attrezzatura.
La scelta della tecnica di pesca da mettere in atto in un particolare momento deve essere fatta tenendo presenti i seguenti fattori: ambiente; momento; pesce.
La pesca con la mosca galleggiante si praticherà quando si è visto il pesce <<bollare>> oppure quando si presuppone che la trota sia in un dato luogo e in attesa di qualche insetto che cada nell’acqua, oppure, quando vi è una schiusa di insetti chiaramente visibile, e il tutto con acque trasparenti. Se la tecnica della secca non ha sortito effetti e sulla superficie dell’acqua non vi è segno di vita, allora il pescatore deve rendersi conto che quella tecnica in quel momento non è giusta.
Allora una massima alla “Catalano” : Se il pesce non mangia a galla, deve mangiare sotto e quindi si deve usare un artificiale sommerso con una tattica che permetta a questo di esplorare quella zona di acqua che varia da pochi centimetri sotto la superficie al fondo. Per la pesca appena sotto la superficie si potrà ancora adoperare la coda di topo galleggiante montando però sul finale una due o tre mosche sommerse che per la loro particolare costruzione si immergeranno immediatamente.
Se invece si vuole pescare a profondità maggiore, si userà una coda affondante; questa faciliterà la discesa verso il fondo degli artificiali.
E’ giocoforza che la pesca a mosca sommersa è una pesca di esplorazione, certamente meno divertente della pesca a galla, ma comunque redditizia. Si pratica facendo dei lanci e delle passate dove si presume vi sia del pesce in attività subacquea su larve o ninfe di insetti . E’ una pesca che si deve fare con metodo e bisogna acquisire la sensibilità al tocco e far lavorare bene le mosche artificiali sott’acqua . Tutto ciò si acquisisce con un po’ di pratica .
A differenza della mosca secca , la pesca a sommersa si pratica discendendo la corrente.
 Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 02 febbraio 2008 )
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Pesca da Terra -
Pesca con la mosca
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Scritto da Aldo Porto (FLY)
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giovedì 15 novembre 2007 |
TECNICHE DI PESCA A MOSCA LO STREAMER E IL BUCKTAIL AUTORE: Aldo Porto (FLY) ALTRE INFO SUL FORUM
PESCA A MOSCA CALABRIA PESCA PESCARE Una variante della pesca a mosca sommersa è la pesca con lo streamer e il bucktail .
Questi grossi artificiali (vedi disegno) non richiedono molte spiegazioni per poterli costruire o almeno sono talmente tanti i dressing che si possono seguire e i materiali che si possono impiegare che non basterebbe un libro intero per sviluppare bene l’argomento; ci si limita a dire che uno streamer per le sue <<guarnizioni>> utilizza molto, fra l’altro, hackles intere o altre piume; un bucktail utilizza invece molto, sempre fra l’altro, peli di animali (scoiattolo,cervo,ecc.). per i corpi fatti su questi lunghi ami sono impiegati in abbondanza i vari tipi di tinsel: tutte le piattine, nelle diverse larghezze, e alle volte, sopra di queste, viene avvolto a spire larghe anche quello a sezione rotonda; tutta questa abbondanza di <<luccichio>> serve per rendere più adescante e vivo il modello che dovrebbe,grosso modo, imitare qualche tipo di guizzante e argenteo pesciolino.

Con questi artificiali si usa un lancio quasi simile a quello per la mosca sommersa, ma con una differenza durante il recupero che si esegue più velocemente e a piccoli strappi, provocati dalla sinistra ; la mano destra invece trattiene la lenza fra le dita e l’impugnatura.

Le acque più adatte per questa tecnica sono le correnti che si formano dopo una curva di fiume, o in una rapida, nei torrenti a carattere sassoso dopo un salto fra due massi e anche nei laghi specialmente nei pressi della foce di un immissario.
E’ importante che in tutte le fasi dell’azione la canna sia tenuta orizzontalmente e bassa e segua, in linea, lo spostamento dello streamer per evitare la somma di due azioni, una di queste negativa: la positiva è quella data dagli strappi alla coda di topo, la negativa è quella data dalla velocità innaturale dello streamer causata dalla trazione della corrente sulla lenza; lo strimer deve discendere la corrente alla medesima velocità di questa e risalirla solo a guizzi provocati dagli strappi sulla lenza e dal particolare recupero che il pescatore gli imprime.
Oggi questa tecnica viene impiegata ,con alcune varianti (sulla canna e sugli artificiali) anche in mare e con successo su tutti i predatori. Aldo Porto (FLY) |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 12 gennaio 2008 )
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