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Scritto da Administrator
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martedì 09 ottobre 2007 |
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PESCA CON LA “MOLLA” NEI TORRENTI BY FLY
La quasi totalità dei pescatori neofiti ha iniziato,specialmente nei torrenti, col praticare la pesca al tocco, poi quando si è fatta una certa esperienza ha utilizzato altre tecniche, magari più “raffinate”. Come costoro, anch’io “un secolo fa”, prima di passare alla pesca con la mosca, pescavo le trote utilizzando tale sistema in una delle sue tanti varianti. La pesca con la molla.
Questo sistema è un po’datato per cui molti pescatori, specialmente quelli più giovani, non lo conoscono ma vi assicuro che è efficace e pratico.
COSA OCCORRE:
1) Canna fissa piuttosto rigida , lunga dai 4 ai 4,5 metri 2) Filo di nylon dello spessore di 0,80 – 1,00 mm lungo 3 – 4 metri (dipende dalla canna utilizzata).
PREPARAZIONE DELL’ATTREZZATURA:
Si avvolge a spire serrate il filo di nylon su un tondino di metallo dello spessore di 0,5 – 0,6 mm (ottimi i radiali delle antenne della televisione) avendo cura di formare prima due cappi ai due capi, fermare il tutto con del nastro adesivo e lasciare riposare per una settimana .(per anticipare i tempi, si può scaldare con il fon e poi mettere, ancora caldo, il filo avvolto in ghiacciaia per dieci minuti).
In seguito, una volta liberato dal nastro adesivo si sfila il tondino e rimane il filo a spire come una molla. Un cappio si fissa al cimino della canna, mentre all’altro attacchiamo il finale di lenza con l’amo delle misure idonee, rispettivamente, alla profondità del corso d’acqua e all’esca utilizzata. La piombatura verrà fatta sul finale di lenza utilizzando i gloriosi pallini spaccati.
Con questo sistema si può insidiare il pesce anche nei torrenti più infrascati, depositando l’esca sotto la vegetazione con facilità in quanto tutta la lenza è raccolta in poche decine di centimetri. Anche il divertimento è assicurato dal fatto che quando il pesce abbocca si vede questa molla andare su e giù. Provare per credere.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 27 ottobre 2007 )
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Pesca da Terra -
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Scritto da Administrator
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sabato 26 maggio 2007 |
IL LUCCIO
Prima dell'avvento del siluro, il luccio,con la trota marmorata, era uno dei due piu grandi predatori presenti nelle nostre acque. Nel tempo sono diminuiti i lucci e con loro anche gli appassionati che li insidiavano, ma oggi, fortunatamente, le cose sembrano essere cambiate, tanto che in molti laghi e fiumi italiani i lucci sono tornati, ed anche grossi. Corpo allungato, aspetto truce che per certi versi e per la dentatura, lo fa assomigliare ad un coccodrillo, per anni il luccio è stato ingiustamente accusato di essere uno spietato killer delle acque, mentre è stato accertato che in verità si ciba principalmente di piccoli pesci in difficoltà. Si pesca essenzialmente a spinning e con il vivo, anche se recentemente si sono avuti ottimi risultati anche a mosca. Per tentarne la cattura con quest'ultimo sistema occorre impiegare un'attrezzatura simile a quella indicata per il black bass, avendo I'accortezza di montare tra I'artificiale ed il terminale un pezzo di acciaio termosaldante da 10-15 lbs, in modo da evitare che il pesce allamato, sfruttando la possente dentatura di cui madre natura lo ha donato, tranci il terminale in nylon. Streamer che imitano piccoli pesci, roditori e anfibi sono gli unici artificiali da impiegare. Per la pesca con il vivo vale lo stesso discorso fatto per black e persico, ma anche qui il cavetto in acciaio e d'obbligo, cos) come I'uso di ami forgiati ad occhiello. Comunque, pescando lucci si pud innescare anche altri pesci come scardolette, cavedani, piccoli carassi e triotti. Oltre che con il vivo, si possono catturare lucci anche pescando con il morto manovrato innescato con la montatura Drackhovic, ma si tratta di un modo di pescare difficilissimo, praticabile con successo quasi esclusivamente dalla barca.Lo spinning e certamente la tecnica di pesca piu utilizzata dai pescatori italiani di lucci. Canne robuste dai 240 ai 300 cm, mulinelli adeguati, nylon dello 0,25 - 0,28 e I'immancabile cavetto completano I'hardware dell'appassionato di spinning. Come artificiali, conviene optare per modelli medio grandi di minnow affondanti e galleggianti, rotanti semplici, tandem, grossi spinnerbait ed imitazioni siliconiche di anfibi. I posti migliori sono sempre gli stessi: manufatti, porticcioli, canneti, scogliere, legnere, ostacoli sommersi, margini della corona di erbe acquatiche e foci di immissari. |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 26 maggio 2007 )
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Pesca da Terra -
Pesca con la mosca
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Scritto da Aldo Porto (FLY )
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mercoledì 03 ottobre 2007 |
PESCA CON LA MOSCA – LA CANNA PER CHI INIZIA autore FLY Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria I primi interrogativi che si pone il neo-pescatore a mosca sono sempre i medesimi: che attrezzatura usare? quale canna comperare? che tipo di mulinello? quali finali? che mosche adoperare?. E’ facile decidere affrettatamente facendo però acquisti sbagliati se non si tengono in evidenza delle regole che sono fondamentali per mettere insieme una attrezzatura da pesca che almeno non sia sbilanciata, e quindi inusabile. Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria LA CANNA – Per poter distinguere un modello di canna da un altro e poter così decidere se l’acquisto è conveniente o rispondente all’uso o alle esigenze che ognuno di noi ha, si debbono necessariamente capire i termini di <azione>,<potenza>,<rapidità> che caratterizzano qualsiasi canna. Vediamo di analizzare in dettaglio cosa si intende con questi termini in modo che la loro conoscenza consenta di giudicare la qualità della canna. Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria Cominciamo con l’azione esaminando un lancio fra i più comuni : se distendiamo davanti a noi, fuori canna, un certo metraggio di coda di topo (7-8 m) e prendiamo poi la canna con la mano destra e la teniamo distesa orizzontalmente (bloccando contemporaneamente impugnatura e coda di topo), notiamo che la canna si mantiene quasi rettilinea: dico <quasi> rettilinea perché una piccola flessione del cimino verso terra sarà causata dal peso di quel tratto della coda che sta fra la canna ed il punto dove la coda di topo tocca terra. Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria La canna rimane in questa posizione di rettilineità fino a che non si comincia la fase per il lancio indietro della coda di topo che consiste a grandi linee, nel trasferire la canna dalla posizione orizzontale a quella verticale; per far questo spostamento e far passare la coda di topo dalla distensione in avanti alla distensione alta indietro dobbiamo imprimere all’attrezzo una certa forza o, per meglio dire, dargli una certa carica; in realtà noteremo che questa canna si comporta come una molla nello sforzo di sollevare la coda di topo, infatti si tenderà prima come un arco con una curvatura verso il basso fino a che l’energia che noi le abbiamo impressa non si sarà accumulata al punto di vincere il peso della coda di topo che dobbiamo sollevare da terra . Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria Superato questo momento di accumulazione di energia, la canna solleverà la coda di topo e, mentre questa viaggia in aria per distendersi indietro, la nostra canna riacquista in un primo tempo la rettilineità in posizione verticale, poi, una sua parte (da cimino all’impugnatura) si curverà indietro trascinata dal peso e dalla velocità della coda fino a che questa non sarà completamente distesa. A questo punto si esegue il lancio in avanti con le stesse modalità. Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria Analizzando il comportamento della canna in questo <va e vieni> si può notare che la stessa subisce due curvature: una in avanti e una all’indietro,; a seconda del punto di localizzazione e dal più o meno accentuato raggio si potrà stabilire l’azione della canna: se queste due condizioni saranno espresse nel solo cimino l’azione sarà di <punta>; se nel centro della canna l’azione sarà di <pancia>; se invece la curvatura non sarà solo nel cimino o nella zona di centro ma progressiva dal cimino all’impugnatura l’azione sarà < parabolica>, azione che è ritenuta la più utile ad eseguire un buon lancio. Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria La potenza : per potenza si indente la possibilità di lanciare un certo peso ad una certa distanza. La potenza di una canna è indipendente dall’azione ( tutte le canne portano scritto sul calcio il n° di coda che possono lanciare e che corrisponde al peso della stessa) . Oggi si tende a usare canne con potenza bassa perché con un buona tecnica si effettuano lanci relativamente lunghi e senza sforzi. Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria La rapidità: si intende per rapidità il tempo più o meno veloce che impiega la canna per ritornare nella posizione di partenza dopo aver subito una flessione; riferendoci al <va e vieni> usato prima per descrivere l’azione, quando più questo movimento completo la canna lo esegue in minor tempo, tanto più la canna è rapida: o più semplicemente si può fare questo esempio: se prendiamo due canne di pari lunghezza, le teniamo in perfetta verticale e spostiamo i cimini su un lato, per ipotesi, di 50 cm., quando li rilasciamo questi cimini impiegheranno un certo tempo per ritornare in perfetta verticale; se, sempre per esempio, il cimino della prima canna impiega 1 secondo e quello della seconda impiega ½ secondo si avrà la dimostrazione chiara che quest’ultima è più rapida della prima. Una canna relativamente rapida aiuta moltissimo nel lancio perché permette alla coda di avere maggiore velocità. Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria Infine c’è da dire due parole sulla lunghezza della canna. Le canne si misurano in <piedi> e vanno da 6” in su. La scelta della misura dipende sia dall’altezza del pescatore sia dalla morfologia del luogo di pesca: più il pescatore è alto più corta sarà la canna; più il posto è ampio e con pochi ostacoli più lunga può essere la canna. La misura media che esprime un compromesso ideale è quella di 8 piedi. Pesca a mosca in calabria pescare a mosca in calabria Per rendersi conto esattamente delle qualità di una canna non basta certamente il solo esame superficiale, ma si deve provarla lanciando con la sua adatta coda di topo; è solo così che si potrà qualificarla e giudicarla; sapere però, almeno, cosa si intende per azione-potenza-rapidità può servire per chiedere, con termini appropriati, cosa si pretende da una canna all’atto dell’acquisto e far capire a chi la vende che su questi punti almeno si hanno le idee chiare e precise; e questo può aiutare a non fare un acquisto del tutto sbagliato.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 02 febbraio 2008 )
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