CALABRIA PESCA ON LINE PESCARE IN CALABRIA
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PASSIONE PESCA -
Itinerari di pesca
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Scritto da Aldo Porto (FLY
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domenica 17 febbraio 2008 |
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IL LAGO ARVO BREVE DESCRIZIONE
 Il bacino, realizzato tra il 1927 e il 1931 , copre l’alta valle del fiume omonimo, sbarrata a Nocella soprana con una diga di 21,5 metri; ha una capacità totale di 83 milioni di metri cubi, un perimetro di 24 Km e una lunghezza di 8,7 Km . I bacini dell’ARVO e dell’AMPOLLINO (di cui parleremo in un altro momento) comunicano mediante una condotta forzata in galleria, che fa si che l’acqua utile dell’ARVO non superi i 67 milioni di metri cubi. Il culmine della profondita' e' al centro: circa 30 m.. La riva sinistra e' frastagliata e ricca di insenature in prossimita' degli immissari, l'altra e' piu' rettilinea e degradante. Il fondale e' composto in prevalenza da sabbia e ciottoli. La vegetazione di sponda e' quasi assente; rari gli erbai sul fondo.
COME ARRIVARCI : Da Cosenza, superstrada per Crotone (statale 107) fino all'uscita per Silvana Mansio, quindi si segue la provinciale per il lago Arvo e Lorica. L'intero invaso e' costeggiato da comode strade dalle quali si vedono gli accessi alle rive e le postazioni migliori. Da Reggio Calabria, uscita di Rogliano-Grimaldi dell'A3. Seguire le indicazioni per Cellara e quindi imboccare la strada per il lago Arvo.
PESCI E TECNICHE DI PESCA : Le specie prevalenti sono le trote che superano i 2 chili di peso insidiate principalmente con i minnow, i persici reali utilizzando prevalentemente i cucchiaini rotanti e cavedani. Per chi non pesca a spinning sono presenti tinche (tante, ma non enormi), carpe e ciprinidi minori come le scardole, i triotti, le alborelle e i carassi. Ci sono anche le anguille la cui cattura pero' occasionale.
PERMESSI : Licenza di pesca. Da ricordare che la trota apre la seconda domenica di marzo GLI ALTRI LAGHI DELLA SILA : ARVO, AMPOLLINO, CECITA, SAVUTO, ARIAMACINA PESCA NEI LAGHI FIUMI DELLA SILA ALTRI ARTICOLI SULLA SILA : Aldo Porto (Fly) |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 21 febbraio 2008 )
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Pesca da Terra -
Pesca Acque Interne
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Scritto da CPOL
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venerdì 15 febbraio 2008 |
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ARTIFICIALI IN ACQUE DOLCI - Il Rattlin’ Rogue Costruito dall’americana “Smihtwick” è un artificiale che si addice benissimo alle nostre acque, anche le più piccole. Lungo 11,43 centimetri , è leggerissimo, infatti pesa 9,43 grammi. E’ costruito in materiale plastico ed è vuoto all’interno, ci sono delle piccole sferette che ne aumentano il potere adescante, durante la fase di recupero. La casa consiglia il modello “Shallow” per le acque poco profonde; infatti la pesca è indirizzata ai luoghi dove le acque sono basse: piccoli laghi, ghiareti, piane dei fiumi ecc. Questo artificiale si addice a varie tecniche e a vari predatori, il suo comportamento in acqua è vivace e guizzante e non si avvertono difficoltà di pesca sia in acqua ferma che nelle correnti veloci. Il top lo raggiunge con tecniche a sorpresa dove è determinante il primo lancio ai fini della cattura ed è adatto per pesci come il black-bass, la trota dei fiumi e il cavedano invernale. Con il Rattlin’ Rogue si possono usare canne da lancio leggero e medio-pesante, principale richiesta va alla sensibilità che l’attrezzo deve avere in punta per consentire un recupero controllato. La potenza della canna può variare a seconda dell’ambiente in cui dobbiamo pescare, infatti si può lanciare altrettanto bene con canne da 10-30 grammi adatte per i bass e canne più leggere 5-20 grammi adatte per trote e cavedani. Non tutti i monofili si adattano a questo leggero artificiale, un buon 0,20 è comunque il compromesso migliore fra sensibilità di recupero e resistenza in caso di grosse prede. LA PESCA IN ACQUE FERME ...... Il Rattlin’ Rogue è indicato per la caccia al persico trota. La tecnica: se abbiamo avvistato il black immobile con la schiena a pelo d’acqua indirizziamo il lancio qualche metro più avanti e di lato rispetto alla posizione del pesce, questo perché il monofilo cadendo sull’acqua può mettere in allarme il nostro obbiettivo. Con tecniche di sorpresa non occorrono recuperi particolari, a volte basta richiamare il minnow recuperando semplicemente, se il black è in caccia bastano pochi giri di manovella e l’attacco avverrà subito. Altre volte inseguono e attaccano sotto i nostri piedi. Una cosa è certa, il Rattlin’ Rogue è adescante appena cade in acqua e il movimento è vivacissimo anche in acque ferme. Lo si può usare anche al luccio, nei canali dove l’acqua è bassa e l’ambiente è ristretto. ..... E IN ACQUE VELOCI Se vogliamo pescare con un artificiale di buone dimensioni per insidiare grosse trote e cavedani dei fiumi il Rattlin’ Rogue è sicuramente fra i migliori in assoluto specialmente per le piane piatte e le correnti moderate. Le stagioni migliori per il suo utilizzo sono l’inverno e la primavera quando le acque sono fredde e medio-alte. Come per il black anche le trote e i cavedani sono attratti dalla estrema vivacità che ha il minnow in fase di recupero. Nei periodi più freddi dell’anno il recupero dell’esca dovrà essere molto lento alternando a brevi soste anche piccoli strappetti. Per i grossi cavedani delle piane piatte con lenta corrente è molto redditizia questa tecnica: si fa scendere l’artificiale a barchetta, verso valle lasciando aperto l’archetto del mulinello sbobinando filo fino a quando il minnow ha raggiunto la zona ( può essere 20-30 metri a valle della nostra postazione o in una zona dove abbiamo notato delle bollate o comunque del movimento in acqua causato dai cavedani), in quel momento si chiude l’archetto del mulinello ed inizia un lento recupero intervallato da brevi soste. L’attacco avverrà sicuramente se l’acqua è in scaduta dopo una piena, con livelli ancora alti e di colore verde. Quando i livelli sono bassi e l’acqua è chiara qualche attacco ci sarà ma non con la frequenza di prima. Con le trote bisogna attaccare la postazione con lanci a raggiera scegliendo zone di acqua veloce con grossi massi sul fondo, che sono da sempre un buon rifugio per il salmonide e la zona circostante un ideale luogo di pesca. Autore cpol |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 15 febbraio 2008 )
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Pesca da Terra -
Pesca con la mosca
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Scritto da Aldo Porto (FLY )
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sabato 09 febbraio 2008 |
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PESCA A MOSCA CONNESSIONE CODA-FINALE Molti amici, anche non pescatori a mosca, mi domandano come si legano insieme la coda di topo ed il finale. Di getto rispondo che esistono in commercio i “cast connector”, poi mi rendo conto che viviamo in Calabria dove in nessun negozio si trovano in quanto tale tecnica è, purtroppo, ancora poco conosciuta. Vediamo allora di risolvere il problema in un altro modo e in maniera definitiva.Come la stragrande maggioranza dei pescatori a mosca , anch’io sono un patito del “fai da te”per cui conservo tutto quello che trovo nelle varie riviste del settore con l’intenzione di realizzare i progetti proposti. Ho trovato la soluzione proprio in queste mie scartoffie dove gli autori(A Spuntarelli e A Ferro) si rivolgono a tutti i pescatori a mosca per diffondere questo sistema. PESCA A MOSCA REALIZZAZIONE DI UN “LOOP CONNECTOR”
Prendiamo 30 cm di baking da 30 libre e avviciniamone una delle due estremità alla fiamma di un accendino. In questo modo sigilliamo la “calza”(foto1). Poi con un paio di forbici si taglia l’eccedenza irregolare della calza saldata che altrimenti creerebbe difficoltà nelle successive fasi dell’operazione(foto2).Con un ago da maglieria si da il via alla fase più delicata. A 10 c m della parte sigillata si introduce l’ago nella calza per farlo uscire dopo pochi centimetri.(foto3). Dopo aver collegato l’ago all’estremità chiusa della calza lo tiriamo indietro, estraendolo da dove è entrato, creando così un’asola delle giuste dimensioni(foto4-5). A questo punto non resta che tagliare l’eccedenza della calza e bloccare il tutto con una goccia di colla(foto6-7). Collegare la calza alla coda sarà molto facile, utilizzando un tubicino di gomma della lunghezza di 1 cm e del diametro interno di 1mm, nel quale viene fatta passare la calza fino all’asola. La coda deve essere inserita nella calza fino al tubicino che faremo poi risalire fino alla parte più alta della calza ma non oltre la sua estremità. Coda ed asola sono ora un tutt’uno, molto resistente alla trazione.  Aldo Porto (FLY ) |
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