CALABRIA PESCA ON LINE PESCARE IN CALABRIA
|
Pesca da Terra -
Spinning
|
|
Scritto da PEPPINO
|
|
martedì 09 ottobre 2007 |
PESCA A SPINNING :: LA SPIGOLA A SPINNING di Peppino IL SOGNO DI OGNI SPINNER ovvero... Sua Maestà “LA REGINA” ALTRE INFO QUI SUL FORUM  Appartiene alla famiglia dei serranidi, il suo nome scientifico è “dicentrarchus labrax”, stiamo parlando della spigola.La si può trovare sia nel Mediterraneo che nell’Atlantico. Nel Mediterraneo può raggiungere i 12 kg. di peso, mentre nell’Atlantico può arrivare anche a 20 (beati loro), questo per via della temperatura dell’acqua che essendo più fredda (rispetto al Mediterraneo) le fa raggiungere la maturità sessuale più tardi e quindi una crescita maggiore.La spigola da giovane, è sia un predatore che grufolatore ma poi, con l’aumentare dell’età tralascia pian piano le abitudini di grufolatore per dedicarsi, quasi a tempo pieno, alla predazione. A noi spinner, interessa proprio questa fase.E’ un predatore eccezionale, ho avuto la fortuna di vederla cacciare facendo snorkeling e vi garantisco che è uno spettacolo affascinate! Ha una bocca molto ampia ma non azzanna le sue prede (non avendo denti adatti per farlo) ma le ingoia letteralmente. Insegue la sua preda, la raggiunge, la affianca e girandosi di scatto la afferra per la testa, tenendola stretta tra le labbra, poi scende giù sul fondo e la ingoia.La si può incontrare lungo le scogliere, all’imbocco e dentro i porti, presso le foci dei fiumi che a volte risale per lunghi tratti e lungo le spiagge in modo particolare dove queste formano dei canaloni di sabbia, riconoscibili quando c’è una mareggiata perché si formano delle lunghe “schiumate”. Ecco, questi sono i luoghi di caccia che più frequentemente batte la “regina”. Si nutre praticamente di tutti i pesci del sottocosta, nello stomaco delle spigole ho trovato di tutto, non c’è pesce che disdegni, ingoia tutto quello che gli capita a tiro di mandibola con una spiccata predilezione per i muginetti e le anguilline.A spinning, gli esemplari più grossi, si possono insidiare dal tardo autunno fino all’inizio della primavera con una maggiore concentrazione nei mesi più freddi (gennaio e febbraio). In questo periodo accostano in gran numero per la riproduzione, mentre, negli altri mesi (fine marzo-ottobre) si allontanano dalla costa fino a raggiungere batimetriche di -50 -55 metri. Quindi nel suddetto periodo è molto improbabile catturare un esemplare di mole. I momenti più “propizi” per tentare la “regina” sono: - Le tre ore precedenti e successive all’acme di alta marea.
- Le ore precedono l’arrivo di una perturbazione.
- Le fasi del “cambio di luce” (alba e tramonto).
- La scaduta di una mareggiata.
- Le fasi lunari che vanno da mezza luna calante a mezza luna crescente.
Certo, far coincidere tutti questi momenti è praticamente impossibile ma organizzare la nostra battuta in concomitanza di almeno una, o ancora meglio, più condizioni di quelle su citate, sicuramente aumenta le probabilità di successo.Gli artificiali per insidiare la spigola sono veramente tanti, (da premettere che l’artificiale più catturante è quello che usiamo di più).Minnow, minnow snodati, ondulanti, anguilline siliconiche, popper, wtd, jigs. Mentre per le colorazioni preferisco quelle naturali. In condizioni di mare poco mosso o calmo e spiagge poco profonde, sono da preferire i wtd e popper, mentre con mare formato e vento di fronte sicuramente gli ondulanti fanno la differenza. Concedetemi di spendere qualche parola in più per tre “creaturine” che ritengo “veramente speciali”, io li uso assiduamente e devo dire che mi hanno regalato tante, tante soddisfazioni, mi riferisco alla “sibilla” al “mephisto” e al “geppetto”. Sono degli artificiali snodati, costruiti interamente a mano da colui che io ritengo un “Grande Maestro”: Moreno Bartoli.C’è da dire che la nostra preda, caccia quasi esclusivamente, nel gradino di risacca ed è proprio li che avremo la stragrande maggioranza delle abboccate (circa l’80%). Quindi, se riusciamo a far “stazionare”, sfruttando l’onda di ritorno, la nostra esca qualche attimo in più nel gradino di risacca (rallentando sensibilmente, o addirittura arrestando il recupero), sicuramente aumenteremo le possibilità di un attacco.La prima cosa da fare, quando la regina abbocca al nostro artificiale, è ferrare prontamente e con forza, ferrare una seconda volta se pensiamo che la prina ferrata non sia stata abbastanza decisa. Non bisogna aver timore di “ferrare” perchè quando si perde una spigola alla ferrata, sicuramente l’avremmo comunque perduta subito dopo nella fase del combattimento. Viceversa, quando la ferrata va a buon fine, nel 99% dei casi vinceremo la battaglia! Sull’attrezzatura ci sarebbe da “disquisire” a lungo, perché ognuno di noi, ha le proprie preferenze (marche, lunghezza della canna, misura del mulinello, ecc.). Mi permetto solo di dare solo due consigli: che sia “leggera e resistente”. Leggera, perché “spinnare” per 3-4 ore di seguito, o addirittura per un’intera giornata, stanca parecchio! Resistente, perché “spinnare” è logorante anche per l’attrezzatura (oltre 100 lanci e recuperi all’ora). Quindi, (per esperienza personale), consiglio, di acquistare (magari spendendo qualche euro in più) dei materiali “buoni e quindi duraturi”. Acquistare un’attrezzatura “scadente” vuol dire che dopo qualche mese, o addirittura prima, dobbiamo riacquistarla. E alla fine dei conti dov’è il risparmio?Con questo, voglio solo dire che chi vuole fare dello spinning “serio” non può pensare di “risparmiare sull’attrezzatura”, questa sarebbe veramente un’utopia! Mai come in questo caso vale il detto: “chi più spende, meno spende”. Una buona attrezzatura dura tanti, tanti anni. Autore articolo: Peppino Tropea |
|
Ultimo aggiornamento ( venerdì 02 maggio 2008 )
|
|
|
Pesca da Terra -
Pesca Acque Interne
|
|
Scritto da Administrator
|
|
sabato 02 febbraio 2008 |
|
LA TROTA
La sila è ricca di una grande varietà gli ambienti acquatici (torrenti, fiumi, stagni e laghi). Tra le specie ittiche che popolano i corsi d'acqua riveste una certa importanza la Trota fario (Salmo trutta), un tempo diffusa nei fiumi e nei torrenti, dalle acque pulite e ossigenate, oggi è presente solo grazie a ripopolamenti di incerta qualità. Alcuni studi recenti identificano nella Trota macrostigma (Salmo (trutta) macrostigma, Duméril, 1855) la specie originaria dell'Appennino centro-meridionale e delle isole. Ancora oggi,la pesca di frodo, praticata con ogni mezzo (elettricità, veleno, reti, ecc.), è una delle cause principali della scomparsa delle trote. Un altro fattore che causa il degrado dell'ecosistema acquatico è il mutato regime dei fiumi, una forte diminuzione delle portate a causa dei cospicui prelievi, per scopi idroelettrici e irrigui, che non garantiscono un minimo deflusso vitale. I pesci si trovano maggiormente nei laghi nei fiumi della sila, Persici reali, Carpe a specchio, Tinche, Triotti, Rovelle, Coregoni, Anguille - Uno dei pesci più amati da coloro che calpestano i torrenti è sicuramente la trota fario, un tipo di pesce dalla morfologia elegante, dalla livrea colorata ed estremamente affascinante.
 Regina indiscussa del torrente sia di alta montagna che di fondovalle, dove, sicuramente, stazionano gli esemplari più grossi. La trota fario è uno dei primi incontri di chi affronta il torrente di montagna, ovviamente le prime saranno piccole al di sotto della misura minima consentita, ma una volta acquisita la giusta esperienza e le strategie migliori per affrontare i tratti prescelti per la pesca, aumenterà oltre che il numero delle catture anche la loro misura. La trota fario è distribuita in tutta la penisola, in quantità più o meno generose. Questo pesce, inoltre, è stato frutto di attenti studi, che ne hanno resa possibile la riproduzione in cattività. Questo fatto, ha creato un po' di scompiglio nelle razze, poiché, allevando specie non del tutto autoctone, si sono avute molte ibridazioni tra fario di ceppi totalmente diversi, creando molta confusione e, in certi ambienti, si è perso il ceppo autoctono, ormai irrecuperabile. La trota fario ha da sempre dato il senso della purezza, del pesce che vive in acque pulite e spumeggianti pronta a far dannare anche il più esperto dei trotaioli. Le tecniche di pesca più impiegate per la cattura di questo splendido pesce vanno dalle classiche tecniche di fondo con le esche naturali, passando per quelle artificiali, mosca e spinning. 1 pescatori che amano selezionare la taglia delle catture pescano con piccoli pesci morti, manovrati con maestria in corrente. - Un pesce stupendo, potente e molto divertente da pescare, conosciamolo meglio prima di andare sul fiume...
TROTA MARMORATA
Regina incontrastata dei torrenti di fondovalle, la trota marmorata, è una specie endemica che può raggiungere anche i 15 chilogrammi di peso, tanto da essere denominata "il salmone italiano". Questa specie di pesce la possiamo incontrare solo negli affluenti di sinistra del Po, dove, negli anni si è ibridata con le fario immesse a scopo di ripopolamento. L'ibrido tra marmorata x fario è un pesce molto bello, poiché, porta sulla livrea oltre che alla classica marmoreggiatura che contraddistingue la specie, anche alcuni pallini rossi provenienti dalla fario. Questo pesce è da sempre molto salvaguardato e protetto da regole ferree. Gli esemplari più grossi stazionano nelle profonde buche o all'interno delle massicciate e vengono insidiati soprattutto con la tecnica dello spinning con grossi minnow cercando di scatenare l'istinto predatorio di questi bellissimi pesci. La marmorata è la trota del nord, un endemismo che fa parte di un immenso patrimonio ittico che va salvagurdato, quindi, cerchiamo di rispettala il più possibile, rimettendo in acqua tutti gli esemplari che riusciamo a catturare. TROTA MARMORATA IBRIDA  Un'altra causa che ha visto diminuire sensibilmente il numero delle marmorate pure è il fenomeno dell'ibridazione che si è venuto a creare da momento in cui sono state introdotte le tote fario. L'ibrido tra fario è marmorata è un pesce molto bello dove si nota parte della punteggiatura della fario sulla marmoreggiatura che dà il nome alla specie. Gli esemplari di marmorata più grossi vengono catturati con la tecnica dello spinning, pescando con canne molto potenti e grossi minnow. Le canne migliori sono quelle di lunghezza pari a tre metri, molto rigide, ad accompagnarle un buon mulinelto. - Conosciamo meglio questo tipo di trota conosciuta dai più per gli incontri nei laghetti di pesca sportiva...
TROTA IRIDEA
Questa specie di pesce, che non appartiene alla famiglia dei salmonidi, è apparsa sulla nostra penisola agli inizi del 1800, probabilmente importata da degli studiosi di quel periodo, dall'America. Oggi, le iridee che siamo abituati a pescare e a vedere, non hanno niente da spartire con quelle portate circa 200 anni fa. Le trote iridee, vengono allevate soprattutto per essere vendute ai laghetti di pesca sportiva, o per competizioni in lago, oppure per essere consumate sulle nostre tavole. L'iridea è una trota che possiamo trovare anche nei torrenti, poiché non procura alcun danno in fatto di ibridazione, perché non appartiene alla famiglia dei salmoni-di. Se introdotte come avannotti, una volta cresciute e inselvatichite, acquistano dei colori bellissimi, e sono anche molto gradevoli da pescare. Molto esaltante è la fase di combattimento dove sprigionano una potenza impressionante, capace di impegnare molto il pescatore. La trota iridea, la possiamo trovare, soprattutto nei grandi torrenti del Nord, ed anche nelle biale-re sia artificiali che naturali, poiché è una specie di pesce che ama molto le acque veloci caratterizzate da correnti impetuose. Infatti, quando andiamo ; pescare in luoghi dove sono le iridee bisogna prediligere alcune postazior rispetto ad altre, bisogna, infatti, cercare sempre quei luoghi caratterizza: da scrosci d'acqua che formano delle invitanti schiume. Questo tipo di trota viene impiegata anche per ripopolare corsi d'acqua dolce che fungono da riserva invernale, attirando molti pescatori che si cimentano con profìtto nella sua cattura.
|
|
Ultimo aggiornamento ( giovedì 07 febbraio 2008 )
|
|
|
Pesca da Terra -
Pesca Acque Interne
|
|
Scritto da Spinnerbait
|
|
sabato 02 febbraio 2008 |
|
IL CARPFISCHING PER TUTTI Una delle tecniche migliori per pescare nelle acque dei grandi laghi è il carpfìshing. Nata in Inghilterra, questa tecnica di pesca altamente specializzata consente a chi la pratica di pescare carpe ed amur con attrezzature specifiche ed esche chiamate boilies, una sorta di palline realizzate utilizzando uova, farine varie ed attitivi come coloranti, aromi etc... Le canne, generalmente se ne usano due o tre, sono in due o tre pezzi ad innesti ed anno potenza compresa tra le 2 e le 3 Ibs. I mulinelli devono essere di ottima qualità e meglio se sono dotati di leva di combattimento, ottima frizione e bobina di grande capacità, visto che normalmente viene imbobinato lo 0,35mm. Le canne vengono appoggiate su un apposito supporto che si chiama Rod Pod, dove sono posizionati anche gli avvisatori visivi ed acustici. Le esche vengono innescate con il sistema detto Hair Rig, cioè con l'amo totalmente scoperto. I momenti migliori per questa tecnica di pesca sono l'alba, il tramonto e la notte, tanto che le sessioni di pesca durano addirittura diversi giorni ed i pescatori si accampano lungo le rive dei laghi (naturalmente dove consentito dalla legge) utilizzando apposite tende dotate di ogni tipo di comfort. Si tratta di una disciplina in grande crescita, estremamente sportiva ed amata soprattutto dai giovani e dai giovanissimi, attratti dalla possibilità di cimentarsi con pesci che possono passare tranquillamente i venti chili e di passare un week end in compagnia praticando la pesca. Si tratta di una descrizione un po' riduttiva, ma la mancanza di spazio ci obbliga a questa scelta. Chi volesse saperne di più può comunque acquistare "I segreti della pesca in acqua dolce", un'altra pubblicazione di questa casa editrice, dove vengono analizzate ad una ad una tutte le tecniche di pesca in acqua dolce che vanno per la maggiore, compreso il carpfìshing. |
|
| | << Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>
| | Risultati 33 - 40 di 147 |
|