CALABRIA PESCA ON LINE PESCARE IN CALABRIA
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Pesca dalla barca -
VERTICAL JIGGING
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Scritto da Administrator
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sabato 19 aprile 2008 |
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VERTICAL JIGGING VIDEO EMOZIONI Pur essendo nei mari della Calabria e Italiani una tecnica emergente, il vertical jigging ha già dato importanti risultati anche a livello di prede importanti per le quali, però, valgono al momento solo le esperienze maturate nella traina e nel bolentino. Come in tutte le altre tecniche di pesca anche nel vertical jigging l'evoluzione naturale di cigni pescatore è quella di cercare la grande preda. L'emozione che può trasmettere il recupero di un grande pesce, è infatti il punto di arrivo di ogni appassionato che si avvicina alla pesca sportiva. Lasciando da parte i tonni, che pur possono rientrare fra le potenziali prede di questa tecnica, i grandi pesci andremo a cercarceli sul fondo e a mezz'acqua, orientandoci sui grandi predatori presenti in prossimità delle secche e dei fondali rocciosi. La ricciola Il dentice Il pagro e molti altri predatori rappresentano tra le prede più importanti del vertical jigging qui alcuni video dimostrativi che ben rappresentamo l' emozione che sa regalarci questa fantastica tecnica del vertical jiging. VERTICAL JIGGING VIDEO VIDEO VERTICAL JIGGING PESCARE CALABRIA PESCA VIDEO PESCA VERTICAL JIGGING TUTTO SUL VERTICAL JIGGING FOTO CATTURE PESCARE CALABRIA PESCA FOTO VIDEO PESCARE SPINNING SURFCASTING MOSCA CALABRIA |
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Pesca dalla barca -
VERTICAL JIGGING
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Scritto da ALFIO
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sabato 19 aprile 2008 |
PASSIONE VERTICAL JIGGING Vertical jigging : (metal jig) armate con ancorette in coda o assist hook in testa ; varianti: light jigging (jgging leggero su basse profondità) deep jigging (jigging fatto su alti fondali ) Questa e' una tecnica di pesca basata sul recupero in verticale a strattoni di esche artificiali metalliche.Shimano, Gyro Jig Rivoluzionario jig "rotante". Williamson propone un'esca con caratteristiche e potenzialità senza precedenti. Incredibile distanza di lancio ed un'azione unica "Wounded Minnow" sono il suo punto di forza. Quest'esca può essere recuperata costantemente, sottoposta a potenti Jerk, trainata o semplicemente "pompata" e sarà sempre efficace... con tutti i pesci del pianeta.- Una girella a sfera è inserita nel corpo dell'esca per evitare torsioni al filo.- La sagoma asimmetrica garantisce una risalita angolata e discontinua, attraverso la colonna d'acqua- Può essere recuperata in modalità costante, ma effettuando Jerk sostenuti si ottiene l'effetto "Wounded bait" pesce ferito. - La finitura olografica fa di questa serie la miglior scelta per insidiare i predatori Metal Jig: esche dalla caratteristica forma idrodinamica quasi sempre da peso specifico elevato e , riproduce vagamente il corpo di un pesce essi appartengono alla vasta categoria dei jigs; varianti short, long, con varie distribuzioni di peso: in testa, in coda, al centro, alle estremità. Kabura jig: come da figura, si presenta una esca di forma tonda alla quale sono attaccati due assist hokk e delle striscie (gonnelline) di materiale plastico. Esche create per la cattura di pesci grufolatori, tipo i saraghi fraolini ecc. questo artificiale si è rivelato catturante anche per i dentici , esso va fatto saltellare sul fondo con piccoli strattoni ed ogni tanto recuperato di qualche metro dal fondo per poi farlo ricadere , Kabura jig Assist hook:composto da un corto bracciolo di grosso diametro di trecciato in kevlar o altre fibre resistenti all’abrasione, da una parte c'e' l’amo e dall'altra c’e’ oun cappio o un anello saldato(solid ring) per congiungerlo al jig , l’amo si monta in testa al jig, ad un terzo della sua lunghezza e si lascia libero di muoversi durante il recupero. Solid ring: anellino di acciaio chiuso che si usa per congiungere i jig o gli assist al terminale Split ring: è un anellino spaccato (tipo portachiavi) e congiunge tra loro assist e jig Jerking: movimento verticale, che si da alla canna per imprimere al jig il movimento desiderato (tipo strattoni molto decisi).Short jerking: si coordina il movimento della canna con quello del recupero, caratterizzato da brevi strattoni coordinati per giro di manovella; la frequenza e la velocità determina l’ulteriore classificazione in slow, moderate, speed ed extraspeed, tecnica più adatta a ricciole Long jerking: movimento verticale della canna, con sollevamento della canna e richiamo della lenza in discesa; costituita da una azione simile ad una ferrata, più o meno rapida, che durante il successivo abbassamento comporta il recupero del filo con più o meno tre giri di manovella, tecnica più adatta ai pelagici. Jerking Underarm: la migliore impostazione per il controllo del jig derivante dalla scuola giapponese, il Jerking si esegue col manico della canna sotto l’ascella ; si contrappone alla tecnica con canna in pancera, più adatta in generale al long jerking e sicuramente molto meno affaticante. Brasil Jerking:di stile brasiliano , il movimento del jig viene fatto saltellare sul fondo per 10/15 metri, con delle partenze improvvise e poi lo si riaffonda. |
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PASSIONE PESCA -
Itinerari di pesca
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Scritto da Aldo Porto (FLY )
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lunedì 17 marzo 2008 |
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PESCA IN CALABRIA IL FIUME CRATI Nasce a quota 1742 metri dal livello del mare, nel cuore dell’altipiano silano a valle del monte Corbello, qui è poco più di un rigagnolo d’acqua tanto da essere chiamato “Craticello” dove però delle splendide trote trovano un ideale habitat naturale. Man mano che prosegue il suo cammino( per un totale di circa 87 Km), grazie ai suoi affluenti, acquista una certa corposità. Per i suoi primi dieci chilometri la poca acqua ma cristallina scorre all’interno di una vegetazione tipica d’altura formando qualche cascatella naturale . Questo tratto del Crati, che fortunatamente non conosce la parola inquinamento, è incontrastato regno della fario silana: selezionatissima specie autoctona. Attraversato questo primo tratto il nostro fiume raggiunge i primi centri abitati ; Pianecrati, Appigliano, da qui fino alle porte di Cosenza dove si incontra con il Busento, le acque sono ancora accettabili ma le trote scarseggiano. Da qui in poi inizia la “via crucis” per il Crati che in alcuni tratti è una vera e propria fogna a cielo aperto tanto che nel tratto cittadino non si parla di pesca. Scendendo lungo il percorso, una miriade di affluenti ridanno vita al fiume, tra questi si distingue il Mucone che, dopo aver alimentato il lago Cecita in Sila ne diviene unico emissario.Quanto sia importante per il Crati questo splendido affluente di provenienza silana, lo conferma la riacquistata vitalità che troviamo a valle della sua confluenza infatti da qui, dopo un coma profondo, si verifica il risveglio. A valle del Mucone , anche se limitato nelle speci, il Crati è molto ricco di pesce e per i pescatori di carpe e cavedani è un vero paradiso.Questi diciassette - diciotto chilometri di fiume, cioè dalla confluenza del Mucone fino all’invaso artificiale di Tarsia ( un tempo meta preferita per i pescatori ora area umida protetta),sono quelli che offrono il più alto coefficiente di pescosità. I fondali si aggirano mediamente dai 50 agli 80 cm, la conformazione fisica del suo alveo è composta prevalentemente di ciottoli e sabbia molto fine il che provoca di repentini cambiamenti di percorso e di fondale, anche senza il verificarsi di piene.Qui si possono utilizzare tutte le tecniche di pesca: dalla passata con esche naturali allo spinning con piccoli rotanti e minnow (per insidiare prevalentemente cavedani di buona taglia), alla pesca a mosca sia secca che sommersa. Ciò che assicura invece la cattura di grosse carpe, è la patata bollita e presentata ai nostri ciprinidi in piccoli cubetti di circa un centimetro (ottima esca se preceduta da pasturazione).Anche il granoturco si rivela un’ottima esca per cavedani e carpe. Per quanto concerne le altre esche, il bigattino e il lombrico rosso sono considerate le esche “acchiappa tutto” e in qualsiasi stagione fanno strage di carassi, un po’ meno di cavedani e qualche carpa e tinga . Negli ultimi 25 Km ,praticamente dalla diga di Tarsia alla foce nel mar Ionio, nei pressi di Sibari,la conformazione fisica ambientale del Crati non cambia, stessa acqua stessa fauna ittica ma con ospiti stagionali, qui si possono trovare i cefali, qualche spigola e nel periodo di risalita le cheppie o alose specialmente alla confluenza con il Coscile, uno dei suoi maggiori affluenti. Attenzione però in quanto, come per l’invaso di Tarsia anche la foce del Crati è oasi protetta per cui vige il divieto di pesca. Aldo Porto (FLY ) |
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